Guarda “Incontro con Umberto Galimberti” su YouTube


LA PAROLA AI GIOVANI (Feltrinelli).

Ne parla con l’autore #MatteoLepore, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna.

Ogni genitore si chiede chi sia il proprio figlio, che cosa desideri, come sia fatto il suo mondo. Ma spesso capire è complicato, ed essere d’aiuto nelle difficoltà lo è ancora di più. Umberto Galimberti sa che nell’era di Facebook e di Instagram la realtà che conta è quella virtuale, il tempo è accelerato e la competizione per ritagliarsi un ruolo nella società è molto forte: “Chi non corre e non vince in questa gara di velocità non è al mondo. In quel mondo virtuale che ormai è più reale del mondo cosiddetto ‘reale’”. E come reagiscono i giovani a questa pressione? La fretta che ogni ventenne ha di realizzare i propri sogni rischia di degenerare in una forma di cinismo del tutto sconosciuta alla generazione dei suoi genitori. Ragazze e ragazzi si affidano all’indifferenza e al controllo dei sentimenti e delle emozioni, per evitare che le passioni diventino un ostacolo all’autoaffermazione. Questi giovani, allora, hanno bisogno di essere ascoltati e hanno bisogno di risposte. Per non perdere di vista il dono prezioso del tempo della vita, un tempo per rincorrere i propri sogni e anche per concedersi il lusso di commettere gli errori che fanno crescere. Galimberti dialoga con ciascuno ed esplora le sofferenze, i dubbi, le ansie e i desideri di una generazione. Ascolta le parole, le idee e le aspirazioni. E offre a ogni genitore uno strumento per interrogarsi sui propri figli, per comprendere la profondità delle loro domande e per impedire che tutte le speranze si trasformino in delusioni.

Guarda “Lo specchio della realtà. I falsi e la storia dell’arte – Corso tenuto alla Fondazione Zeri, 2013.” su YouTube


‘Il Falsario in calcinaccio’, Dramma muto, Dublino, National Gallery of Ireland

LO SPECCHIO DELLA REALTÀ.

I FALSI E LA STORIA DELL’ARTE

a cura di Anna Ottani Cavina e Mauro Natale
24-25 ottobre 2013

Il corso intende approfondire il tema del #falso in ambito #storico #artistico.

Verrà proposta una serie di esercitazioni sui falsi in pittura, disegno, scultura, archeologia, anche utilizzando le cartelle e i molti casi raccolti da Federico Zeri nella sua fototeca. Le esercitazioni saranno tenute da specialisti e dai membri del Collegio scientifico della Fondazione Federico Zeri, su casi selezionati. Seguiranno discussioni e verifiche su opere d’arte e fotografie.
Nella sessione pomeridiana del 24 ottobre, aperta al pubblico, il tema del falso verrà prospettato da angolazioni diverse. Interverranno illustri studiosi di ambiti disciplinari differenti: filologia, storia, storia dell’arte.
“Che l’immedesimarsi in una situazione morta, e morta da secoli, sia un assunto impossibile porta come conseguenza che ogni falsificazione, anziché costituire una ripresa, tarda e artificiosa, di determinati valori figurativi, si limita in realtà ad essere uno schietto e inequivocabile documento del gusto contemporaneo, e dico del gusto, non dell’arte”. (Federico Zeri, Il falsario in calcinaccio, 1971)

Guarda “Eraclito e l’intellettualismo conoscitivo” Pensatore Oscuro


IL PENSATORE OSCURO #ERACLITO

Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel
medesimo stato,

ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento si disperde e si raccoglie, viene e va.

NOBILITA 2018, OPIFICIO GOLINELLI, BOLOGNA, INDUSTRIA 4.0 e TERRITORIO


#NOBILITAFESTIVAL

https://youtu.be/46cf_cg1JlM

https://twitter.com/Kolonistuga/status/977508185916477441?s=19

La coerenza nel mondo digitale, assume un valore di piombo

https://www.wired.it/economia/lavoro/2018/03/22/nobilita-festival-lavoro-bologna/

Le reti personali, come modello per essere assunti, sono un’ingiustizia.

La vera sfida è passare dalle reti personali a quelle professionali.

Un etica del lavoro

Altri video al Canale Youtube

Di FiordiRisorse

https://youtu.be/Rpx2a-ZNcQI

#INDUSTRIA4.0 e #TERRITORIO

Guarda “Félicien Rops” su YouTube


Il libertino Rops incrocia fantasia e soprannaturale, lussuria e «vanitas», svariando fra scheletri, diavoli, donne crocefisse, prostitute, nudi scandalosi nelle illustrazioni di Les Diaboliques, e Les Sataniques 1882. Non manca di stupire Pornokratés 1879: la donna nuda, bendata, con cappello, guanti, calze nere, a passeggio fra amorini con maiale al guinzaglio, pastello e acquerello su fondo azzurro. Numerosi gli stranieri, Gauguin, Denis, Spillaert, Pritzker, Toorop, Morbelli e altri. Un’occasione unica per ammirare capolavori del Simbolismo.

Link all’articolo completo

Simbolismo belga

REVOLUTIJA – MAMBO – BOLOGNA


#Revolutijada #Chagall a #Malevich, da #Repin a #Kandinsky

Il quadrato che rivoluzionò l’arte

#Mambo #Bologna

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Valentin Serov, 1910 – Ida Rubinštein

http://www.arte.rai.it/articoli-programma/marc-chagall-la-passeggiata/1721/default.aspx
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Pavel Filonov

“Quadrato rosso” – Malevich

 

Guarda “Memorie Di Una Geisha I” su YouTube


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Il cuore muore di morte lenta. Perdendo ogni speranza come foglie. Finché un giorno non ce ne sono più. Nessuna speranza. Non rimane nulla. Se un albero non ha né foglie né rami, si può ancora chiamarlo albero? Lei si dipinge il viso per nascondere il viso. I suoi occhi sono acqua profonda. Non è per una geisha desiderare. Non è per una geisha provare sentimenti. La geisha è un’artista del mondo che fluttua. Danza. Canta. Vi intrattiene. Tutto quello che volete. Il resto è ombra. Il resto è segreto.

Emily Dickinson – Wystan Hugh Auden


Ogni vita converge a qualche centro,
dichiarato o taciuto;
esiste in ogni cuore umano
una mèta

ch’esso forse osa appena riconoscere,
troppo bella
per rischiare l’audacia
di credervi.

Cautamente adorata, come un fragile cielo;
raggiungerla
sarebbe impresa disperata come
toccar la veste dell’arcobaleno.

Ma più sicura quanto più distante
per chi persevera;
e come alto alla lenta pazienza
dei santi è il cielo!

Non l’otterrà forse la breve prova
della vita, ma poi
l’eternità rende ancora possibile
l’ardente slancio.

c.1863

Emily Dickinson

Siamo tenuti in vita da poteri che fingiamo di capire:

essi governano i nostri amori, essi al fine dirigono

la pallottola nemica, la malattia e anche la nostra mano.

Il loro domani pende sulla terra dei vivi

E su quanto auguriamo ai nostri amici: ma esistere

È credere di sapere per chi piangiamo, e chi sia afflitto.»[1]

Wystan Hugh Auden