“La Cina, l’Italia e le vie della seta – Festival del Sarà


#FESTIVAL DEL SARÀ

Le vie della seta

Palazzo de Rossi

Video dell’incontro

#FestivaldelSarà video integrale del 23 ottobre 2019 a PalazzodeRossi “Le vie della Seta. Economia, attrattività e sviluppo lungo la rotta cinese.” Con Romano Prodi, Monica Giandotti, Giovanni Anceschi, Lucio Poma, Stefano Gardini, Andrea Corsini, Matteo Lepore, Giulio Magagni, Nicola Cesare, Enrico Dari, Nicola Fabbri, Nicola Fabbri, Luca Mazzali, Alessia Calarota, Mauro Bosco.

Romano Prodi

Nel volgere di poche settimane, dopo il voto europeo che ha sconfitto le destre nazionaliste nei 28 Stati dell’Unione, l’Italia ha cambiato governo e ridefinito la sua visione geo-strategica e commerciale, sospinta dalle dinamiche di un contesto geopolitico internazionale in rapidissima transizione. Abbandonato il sovranismo e le relazioni speciali con le democrature dell’est Europa, l’atlantismo e l’europeismo tornano al centro della politica estera nazionale. L’opportunità offerta dalle nuove via della seta e i rapporti geopolitici con la Cina restano comunque un dossier aperto sulle scrivanie del governo e delle principali aziende nazionali. L’Italia e soprattutto i territori all’avanguardia come l’Emilia-Romagna che determinano con la loro attrattività lo sviluppo economico del Paese saranno in grado di cogliere questa nuova opportunità? Cercheremo di scoprirlo insieme a rappresentati delle istituzioni, del mondo dell’impresa e della ricerca.
Allo stesso tempo la crisi di governo agostana ha mostrato da un lato la sempre più evidente destrutturazione dei partiti e dall’altro l’ancora risolutiva capacità delle regole costituzionali del 1948 di fornire soluzioni parlamentari alla crisi patologica del sistema democratico e alla voglia di ottenere “pieni poteri” da parte di alcuni leader politici. Sullo sfondo si staglia però sempre più evidente una nuova sfida ideologica fra chi ritiene la democrazia rappresentativa ancora l’unico metodo di governo della cosa pubblica e chi invece spinge per ridefinire le regole verso una sempre più accentuata democrazia diretta e digitale. Che queste due idee differenti di democrazia siano sostenute da due forze politiche che oggi governano insieme il Paese appare essere la nuova faglia di rottura del sistema. Insieme a politici e studiosi di costituzione e scienze politiche cercheremo di comprendere quale futuro vivranno nel XXI secolo le liberal-democrazie occidentali e in particolare quella italiana.

Romano Prodi- Limes

Link articoli e video

Vie della Seta – Parla Romano Prodi

Vedi anche

“La Cina, l’Italia, Genova e le vie della seta – VI Festival di Limes”

Convegno

GALIMBERTI – L’ANIMA


GALIMBERTI – L’ANIMA

Nella religione cristiana la Parola, che era il fondamento della religione giudaica, diventa carne, per cui il cristianesimo è una religione corporea. Quando Paolo di Tarso dice agli ateniesi che noi risorgeremo con il nostro corpo suscita la loro ilarità. I cristiani quando recitano il Credo dichiarano di credere nella risurrezione dei corpi, non nell’immortalità dell’anima.

Umberto Galimberti

Lezioni, Anima e Corpo

Lezione 2

La Psicanalisi una storia romantica

Rai Cultura

Intervista completa, agli estratti sotto

“L’altro ‘900” Anna Banti


Anna Banti

“Di tanto in tanto si spandeva la notizia che un caso di seconda memoria fosse apparso in uno di quei singolari collegi: ed era vero, infatti, che all’improvviso, una qualche fanciulla anemica, indebolita dalla pratica di un costante sforzo nervoso, usciva a dichiarare di avere ottenuto la luce, di “ricordare”. Erano racconti allucinanti e finivano in parossismi: vi si notava un carattere di immaginazione del tutto affine a quello della sognatrice, e una sovrabbondanza di avventure, nella supposta vita anteriore, che bastava a destare il sospetto d’innocente mistificazione. Di regola, queste crisi si concludevano in singhiozzi disperati, in gemiti di confessione: no, non è vero, non ricordo più nulla, mi sono sbagliata, ho mentito! La ragazza era messa a letto, sopita con forti calmanti, e, l’indomani, restituita alla famiglia. Madri taciturne o svaporate, padre e fratelli insensibili, tutti presi dal senso di una vita vissuta minuto per minuto, senza pensiero del futuro, senza ombra di tenerezza e di melanconia.”

Anna Banti Le donne Muoiono” 1951

Dal sito di Cristina Campo su Anna Banti

 “Presentazione del libro di Giancarlo Gaeta, Leggere Simone Weil”


Presentazione del libro di Giancarlo GaetaLeggere Simone Weil (Quodlibet, 2018). Intervengono con l’autore Guglielmo Forni Rosa, Maria Concetta Sala e Matteo Marchesini. Guida la conversazione Bruna Gambarelli.

Curatore di gran parte delle edizioni italiane degli scritti di Simone Weil a cominciare dall’edizione integrale dei “Quaderni”, Giancarlo Gaeta ha accompagnato il lavoro di traduzione con commenti puntuali che tendono a mostrare di volta in volta movimento e tensione interna di una riflessione filosofica, politica, religiosa che ha proceduto in discontinuità con tutto ciò che nel corso della modernità ha contribuito a una crisi epocale irreversibile. Riflessione che si è perciò spinta oltre i limiti dell’acquisito e del realistico, fin là dove avrebbero potuto aprirsi altri universi di senso, altre possibilità di coniugazioni culturali. Per questa via l’autore ha cercato di mettere se stesso nella posizione migliore per comprendere le molte facce di un pensiero eminentemente sperimentale che a noi si offre come pura interrogazione sul presente, costringendo a prendere atto che soltanto la coscienza delle contraddizioni del proprio tempo ne permette una lettura proficua.

Il libro è vincitore del premio Francesco De Sanctis.

 

“Noi siamo nell’irrealtà, nel sogno.
Rinunciare alla nostra illusione di essere situati al centro, rinunciarvi non solo con l’intelligenza, ma anche con la parte immaginativa dell’anima, significa aprirvi gli occhi alla realtà, all’eternità,vedere la vera luce, sentire il vero silenzio”

Fenomenologia ed #Esistenzialismo – Psicologia dell’Io


https://www.cinquecosebelle.it/esistenzialismo-cinque-cose-da-sapere/

ESISTENZIALISMO

La finitudine, come sostanza dell’esistenza, diventa norma dell’esistenza. 

L’io non è un dato psicologico o antropologico, non è un fatto oggettivamente osservabile; è l’esigenza fondamentale verso cui l’uomo muove nella sua ricerca dell’essere, il termine che egli tende a costituire e a fondare nel suo rapporto con l’essere. L’io stesso è perciò trascendente. L’uomo non lo ritrova finché rimane immerso e disperso nella finitudine, cioè nel molteplice eterogeneo dei suoi atteggiamenti insignificanti, ma lo ritrova solo quando assume, su di sé la finitudine e convoglia il molteplice degli atteggiamenti verso l’unità di un compito.

 

Vedi NICOLA ABBAGNANO

 

screenshot_20180831-2227261990660658.jpg
G.Giacomo Giacomini