“Vito Mancuso – Il Dono, ovvero la grazia”


Il Dono, ovvero la Grazia

Link

In un giorno di festa e condivisione come quello del 6 gennaio un’occasione di riflessione e di approfondimento sul tema del dono insieme a Vito Mancuso, teologo e scrittore che ne sottolinea la potenza di gesto assolutamente gratuito per chi lo riceve.

Nel caso del dono io do perché tu stia

Vito Mancuso – Non di solo pane vive l’uomo – MAST – Lectio Magistralis


Non di solo pane vive l’uomo – MAST

Vito Mancuso

Non di solo pane vive l’uomo

Libertà: Consapevolezza, Creatività, Responsabilità

Parte Finale

Noi siamo un essere impastato di tempo….

Uscita

«Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescentequanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di mee la legge morale dentro di me.» (Epitaffio di I. Kant, estratto dalla Critica della ragion pratica, Conclusione (Akademie Ausgabe V, 161.)


Le sei emozioni primarie (secondo Damasio)

PAURA, RABBIA, FELICITÀ, TRISTEZZA, SORPRESA E DISGUSTO

Link


CONFINI – ACCADEMIA DELLE SCIENZE – BOLOGNA – Qohelet.La domanda Vanità delle cose umane?


GUSTAVO ZAGREBELSKY – autore di “Qohelet. La domanda” – Il Mulino.
Vanità delle cose umane? Dialogo dell’autore con #VitoMancuso

Confini – Accademia delle Scienze – Bologna

Confini, Cicli di Conferenze

L’Accademia delle Scienze di Bologna riapre le attività in presenza con un ciclo di sette incontri (14 ottobre – 23 novembre 2021) dal titolo “Confini”.
Una riflessione a più voci sulla grande trasformazione del nostro presente che prende le mosse dal tema dei confini, linee che delimitano un territorio rispetto a un altro, rigorose quando si tratta di frontiere fra Stato e Stato, ma incerte, mutevoli o immaginarie quando riguardano situazioni economiche, sociali, civili, personali.
Lucio Caracciolo, Gustavo Zagrebelsky, Carlo Trigilia, Pierluigi Viale, Marco Revelli, Aldo Schiavone, Piero Ignazi sono gli studiosi che racconteranno i nuovi e i vecchi confini nel mondo globalizzato e pandemico intrecciando geopolitica, partiti, populismi, economia, medicina, condizione umana.

ACCADEMIA DELLE SCIENZE BOLOGNA

“Qohelet. La domanda” – Il Mulino.
Vanità delle cose umane?

GUSTAVO ZAGREBELSKY – autore di “Qohelet. La domanda” – Il Mulino.
Vanità delle cose umane? Dialogo dell’autore con Vito Mancuso

I dialoghi di Trani – Qohelet. Lectio di Gustavo Zagrebelsky

«In una cartolina gettata da un “trasporto” ad Auschwitz, fortunosamente salvata, leggiamo: “Apro a caso la Bibbia e trovo questo: “Il Signore è il mio alto ricetto”. Sono seduta sul mio zaino nel mezzo di un affollato vagone merci \[…\] La partenza è giunta piuttosto inaspettata, malgrado tutto. \[…\] Abbiamo lasciato il campo cantando, papà e mamma sono molto forti e calmi, e così Mischa. Viaggeremo per tre giorni. Grazie per tutte le vostre buone cure. \[…\] Arrivederci da noi quattro”»: Zagrebelsky cita Etty Hillesum, scrittrice ebrea olandese vittima dell’Olocausto nazista nel lager di Auschwitz a soli 29 anni. È morta probabilmente cantando, con quella letizia tutt’altro che frivola che contraddistingue la storia di questa incredibile testimone del Novecento: «Tutti questi sono certamente “segni”. Riceverli o respingerli è un fatto personale. Chi sì, e chi no. Chi avrà la fortuna, o la grazia, di dire sì avrà sconfitto la tristitia con un sovrappiù di laetitia fino al momento estremo della vita», conclude un ‘misterioso’, tormentato ma comunque colpito Gustavo Zagrebelsky.

Link


L’ultimo della classe. Archeologia di un borghese critico (Rizzoli), Andrea Carandini


Mast

L’ultimo della classe. Archeologia di un borghese critico (Rizzoli), Andrea Carandini

Imparare a Scavarsi dentro, setacciarsi

“Scava dentro”
Andrea Carandini – Vito Mancuso

Lei apre la sua autobiografia con una citazione da Marco Aurelio che esorta a «scavare dentro». E recentemente ha scritto un libro su Antonino Pio e Marco Aurelio. Vede nell’imperatore filosofo un padre spirituale?

Marco Aurelio è stato il pensatore più grande della romanità, assieme ad Epitteto: il primo un imperatore, il secondo uno schiavo, poi liberato. Fa riflettere…

Link

Nell’autobiografia lei ricorre sovente al principio dell’«antinomia ben temperata» (a cui ha dedicato anche un recente libro) come guida alla vita saggia. In questa prospettiva, la rivalità tra archeologi può essere considerato uno sprone?

Senza lotta non sarei stato quello che sono stato. Crea la tensione giusta. Devo quindi anche ringraziare Filippo Coarelli, mio compagno di università e ora mio ostinato avversario. Avrei adorato essere amico suo, lo vorrei anche adesso, ma c’è anche una prevenzione sociale, lui non mi ha mai perdonato la dimensione di privilegio nel quale ho mosso i primi passi. A volte il pregiudizio è in senso contrario…

Link

Antinomia ben temprata

Antinomia ben temprata

Antinomia ben temprata

Quale rapporto ha con la meraviglia?

Un rapporto perenne. Io sono spaventosamente curioso, la curiosità è la mia ossessione, mi metterei anche a indagare sulla mia morte. Pensi che bello sarebbe capire il trapasso! La curiosità in me è fondante, è pulsione indagatrice che nasce dal corpo, quindi dalla materia, e giunge alla conoscenza. A un incontro recente con una giovane archeologa sulla Villa di Pompeo ad Albano, ad esempio, ho provato l’entusiasmo del mio primo scavo.

Link

Autografo 12 Ottobre 2021


Vito Mancuso _ Pandora Rivista 2021 _ Jaspers


Pandora Rivista – Festival

La condizione spirituale del nostro tempo

Il compito del pensiero è quello di guardare la condizione dell’Io invisibile

La condizione spirituale del nostro tempo

Vito Mancuso appuntamenti

...Quello che è necessario ora, dopo un periodo di decostruzione è essere chiari, la chiarezza è prima di tutto, chiarezza nel linguaggio…


  • L’isola dei morti di Arnold Boecklin
    L’isola dei morti di Arnold Boecklin prima versione (di 5)1883 “Chi guarda questo quadro deve aver timore di disturbare il solenne silenzio con una parola espressa ad alta voce” L’interpretazione,il viaggio, il simbolismo Collegamenti: http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/08/22/emil-cioran-pensieri-e-arnold-bocklin-l’isola-dei-morti-pronto/… Altro
  • Leggerezza
    Oggi mi sento leggera, sono appagata da questo freddo intenso, ho fatto acquisti che mi hanno soddisfatta e “sottolineano” il mio “carattere”, riesco quindi ad essere meno provocatrice del solito;(oppure pesante). Solitamente per mè l’inizio… Altro
  • Territorialità
    Conservare il futuro attraverso la Territorialità
  • Errori ed Orrori
    Come è possibile che una parola di 9 lettere venga scambiata per una di 10? Come è possibile che ci sia tanta superficialità e cosi poca professionalità? Come è possibile che accada in ambito medico?… Altro
  • Tin Tin
    10 Gennaio 1929Un OMAGGIO A TIN TINTintin e il suo terrier domestico Snowy, nacquero nel 1929 quando ad Hergé fu chiesto di creare un supplemento per ragazzi del quotidiano, Le Petit VingtièmeHergè inventò: lo stile… Altro

Storia – Vito Mancuso, A proposito del senso della Vita


Custodire il nostro vuoto interiore

Vito Mancuso


Storia – Chi Siamo, Chi Saremo – Laboratorio di Etica – Vito Mancuso, Ilaria Capua


Errore di recupero del file multimediale

Vedi post


Webinar – Chi Siamo, chi Saremo – Laboratorio di Etica 2021


#Etica #Laboratori #webinar

Laboratorio di Etica 2021

CHI SIAMO, CHI SAREMO, #Webinar on line, su Elastica con Vito Mancuso e Ilaria Capua

Link

LABORATORIO DI ETICA 2021 – CHI SIAMO CHI SAREMO
CON ILARIA CAPUA E VITO MANCUSO
Presentazione generale

  1. Laboratorio
    Paragono la vita etica di ognuno di noi a un laboratorio. Un tempo il termine di paragone più adatto sarebbe stato la chiesa o l’aula scolastica, o anche la caserma, perché per secoli l’etica veniva elaborata in modo fortemente direttivo, finalizzando ogni assunto all’inquadramento dell’individuo in un’istituzione. Oggi la situazione è completamente diversa e per questo io penso che il tentativo di far corrispondere le nostre vite agli ideali etici sia paragonabile non più a un luogo dove si impartiscono ordini o lezioni, ma a un luogo dove si conducono esperimenti. A un laboratorio.
    Ovviamente gli esperimenti possono riuscire o fallire; anzi, di solito per ottenere un esperimento riuscito occorre realizzarne molti che falliscono, quindi non so se alla fine chi parteciperà avrà le idee più chiare o più confuse. Né, d’altra parte, è detto che una certa indeterminazione sia sempre un male; anzi, a volte essa può persino giovare nell’accostarsi con saggia moderazione ai casi complicati della vita. Quello che so è che il laboratorio è il luogo degli esperimenti e che gli esperimenti non si fanno tanto per farli ma per verificare una teoria. Sicché, se la pratica etica è analoga a un laboratorio, per poterla realizzare occorre essere in possesso di una teoria in quanto filosofia di vita o visione del mondo.
  2. Prima la teoria, poi il laboratorio
    Il fine dell’esperimento è verificare una teoria, sulla cui base vengono poi configurati i necessari strumenti tecnici. Così avviene per le acquisizioni scientifiche: prima la teoria, poi il laboratorio. Lo stesso deve valere per l’etica: prima la teoria, poi il laboratorio.
  3. Che cos’è una teoria
    Il termine teoria deriva dal greco antico e vuol dire “visione”, ha la stessa radice di teatro e lo stesso significato di idea, termine che a sua volta letteralmente significa “visione”. In particolare teoria significa “visione d’insieme”: vedo un dato, per esempio un essere umano; poi ne vedo un altro, per esempio un cranio di centomila anni fa; poi un altro ancora, per esempio lo scheletro di un ominide di un milione di anni fa; li collego cercando una spiegazione unitaria e ottengo una teoria, in questo caso la teoria dell’evoluzione.
    Dove nasce la teoria? Non nel laboratorio (configurato dopo, sulla base della teoria da verificare), ma nella mente. Prima di esporre la teoria nata nella mia mente, mi soffermo sul contesto contemporaneo.
  4. Il contesto in cui viviamo
    Viviamo in un mondo come quello occidentale che in prevalenza guarda con sospetto all’etica perché in esso hanno vinto al proposito quei pensatori che Ricoeur denominò “maestri del sospetto”, cioè Marx, Nietzsche e Freud, secondo i quali l’etica è una convezione per lo più negativa: per Marx, un sistema a tutela degli interessi del capitale e della borghesia; per Nietzsche, un trucco dei deboli per imbrigliare la potenza naturale dei forti; per Freud, un’invenzione repressiva del superego sociale rispetto alle vitali forze caotiche dell’ego.
    Per questo il nostro mondo per lo più non crede alla forza del bene che è la virtù, ma alla forza che conosce solo se stessa e che vuole solo imporsi esplicandosi come potere, fama, successo, ricchezza. I più vogliono raggiungere questi obiettivi a qualunque costo, perciò non esitano a prendersi gioco del bene chiamandolo buonismo e di chi lo privilegia chiamandolo buonista.
  5. La mia impostazione di fondo
    Io, al contrario, la penso come Socrate, Platone, Aristotele, come Marco Aurelio, come Confucio, come Spinoza, come Kant, come Hannah Arendt e Albert Schweitzer: che l’etica cioè non è solo una convenzione, ma esprime una struttura fondamentale dell’essere umano. Mi limito a un’affermazione di Spinoza, il quale, dopo aver detto che all’uomo niente e più utile dell’uomo e quindi auspicando l’unità tra gli esseri umani, continua: “Da questo segue che gli uomini che siano guidati dalla ragione, cioè quelli che ricercano il proprio utile con la guida della ragione, non bramino per sé niente che non desiderino anche per gli altri, e perciò sono giusti, onesti e fedeli” (Etica, IV, proposizione 18, scolio).
    Ecco, l’etica procede dal giusto uso della ragione. È il fine del ragionamento corretto. Per la sua pratica quindi non si tratta anzitutto di essere buoni, ma di non essere stupidi e ignoranti. L’etica promana dall’intelligenza che ricerca il suo vero utile.
  6. La mia teoria: fare il bene = intelligenza; non farlo = ignoranza
    Da qui la mia teoria: fare il bene equivale a essere intelligenti, non farlo equivale a essere meno intelligenti. Più cresce l’intelligenza, più cresce l’etica; e viceversa.
    La teoria si può declinare in vari modi, per esempio dicendo che la bontà è meglio della malvagità, l’onestà meglio della disonestà, la sincerità meglio della menzogna, la gentilezza meglio della rabbia, la correttezza meglio della corruzione. Sembrano ovvietà e forse in teoria lo sono, però nella pratica quotidiana dove spesso si incontrano malvagità, disonestà, menzogna, rabbia, corruzione, non lo sono per nulla.
    Beethoven la pensava allo stesso modo: “Raccomandate ai vostri figli di essere virtuosi; perché soltanto la virtù può rendere felici, non certo il denaro. Parlo per esperienza. È stata la virtù che mi ha sostenuto nella sofferenza. Io debbo a essa, oltre che alla mia arte, se non ho messo fine alla mia vita con il suicidio. State bene e amatevi” (lettera ai fratelli del 6 ottobre 1802).
    È fondata questa teoria? È sensato parlare di un’etica per vivere bene? Di un’etica per non ammalarsi o per guarire? Esiste veramente un potere igienico e terapeutico della virtù? E se sì, come si esercita in concreto? Rispondere a queste domande costituisce l’esperimento che intendo condurre.
  7. Programma e struttura di ogni incontro
    Per questa terza edizione del Laboratorio di Etica ho pensato di guardare in faccia la situazione di crisi che stiamo vivendo a causa della pandemia e quindi ho chiesto la collaborazione di Ilaria Capua. Suo compito sarà rendere presenti i problemi sollevati dalla situazione che stiamo vivendo al fine di evitare l’astrazione e rendere quanto mai concreta la discussione della teoria fondamentale.
    Il programma è suddiviso in quattro tappe:
    15 febbraio: HOMO SAPIENS, LA SUA IDENTITÀ
    1° marzo: L’UOMO E GLI ALTRI ABITANTI DEL PIANETA
    15 marzo: ANIMALI POLITICI: RELAZIONI E CONDIVISIONE
    29 marzo: E ADESSO?

Ogni tappa si configurerà secondo questo ritmo:

  • Ilaria Capua: Notizie dal fronte e interrogativi
  • Vito Mancuso: Lezione
  • Capua-Mancuso: dibattito
  • Qualche domanda dal pubblico

Alcuni fotogrammi

LABORATORIO di Etica – Confucio e Gesù –


#confucio #gesù

Lezioni di Etica – Confucio e Gesù

In attesa…
Il Quinto Maestro


Laboratorio di Etica – Confucio
Laboratorio di Etica – Gesù

UN SEGRETO INEFFABILE

Desidero concludere questa mia indagine su Gesù dando la parola ad Albert Schweitzer, nel cui pensiero su Gesù, e in genere sulla vita, mi riconosco molto. Prima di diventare medico specializzato in malattie tropicali, recarsi nell’Africa equatoriale a fondare un ospedale trascorrendovi la gran parte della vita, Schweitzer, che era anche un eccellente esecutore delle opere organistiche di Bach, aveva passato molti anni a studiare le fonti su Gesù e le opere a lui dedicate, raccogliendo infine l’esito di questi suoi studi in un libro che ancora oggi, a distanza di oltre un secolo, rimane un punto di riferimento imprescindibile. Dopo oltre 750 pagine di analisi, queste sono le parole con cui egli concluse il suo lavoro: «Noi non troviamo nessuna denominazione che sappia esprimerci la sua essenza. Egli viene verso di noi come uno sconosciuto senza nome, così come si avvicinò sulla riva del lago a quegli uomini che non sapevano chi egli fosse. Pronuncia la stessa parola: Seguimi, e ci pone di fronte ai compiti che deve risolvere nella nostra epoca. Egli comanda. E si rivelerà a coloro che gli obbediscono, siano saggi o poco saggi. Si rivelerà nella pace, nell’azione, nelle lotte e nelle sofferenze che costoro vivranno in comunione con lui. Ed essi sperimenteranno chi egli è, come si conosce un segreto ineffabile». #VitoMancuso #Iquattromaestri

Pagina Facebook di Vito Mancuso

Nel grandioso progetto di presentazione del pensiero umano in tutto il suo sviluppo storico, il filosofo tedesco Karl Jaspers collocava all’origine quattro figure, da lui denominate «le personalità decisive» (die massgebenden Menschen): Socrate, Buddha, Confucio, Gesù. Come tutte le scelte che presiedono a una selezione, si tratta naturalmente di una scelta opinabile: perché Socrate e non Platone o Aristotele? Perché Buddha e non Abramo o Mosè? Perché Confucio e non Laozi? Perché Gesù e non Maometto? Jaspers riconosce il problema dicendo che «si sarebbe forse potuto pensare ad altri, come Abramo, Mosè, Elia o Zarathustra, o Isaia e Geremia, o Maometto o Laozi o Pitagora», e lo risolve dicendo che «nessuno di questi ha avuto una portata storica pari, in estensione e durata, a quella dei quattro». Riconosce che c’è un’eccezione, Maometto, al cui proposito però dichiara: «L’unico che esercitò un’influenza storica paragonabile in estensione a quella loro, non vi può essere paragonato quanto a profondità di essenza». Io condivido questa scelta, come dimostra il libro che ho scritto, e sono convinto con Jaspers che «l’evidenziazione di quei quattro assume il valore di una chiarificazione della coscienza storica universale». #VitoMancuso

I Quattro Maestri

Video di Elastica sul Canale Youtube


Vedi altro sul Laboratorio di Etica

“LABORATORIO DI ETICA. I GRANDI MAESTRI – MAST


Laboratorio di Etica con Vito Mancuso e Armando Buonaiuto, 2 lezioni delle 4 in programma al Mast, purtroppo cancellate a causa dell’epidemia Covid-19

Laboratorio di Etica 2020

Si pone questi obiettivi il Laboratorio di Etica di Vito Mancuso, il format a cura di Elastica che dopo il successo della prima edizione torna a Bologna negli spazi dell’Auditorium della Fondazione MAST con un ciclo di quattro lezioni per approfondire il ruolo di Socrate, Buddha, Confucio e Gesù, i Grandi Maestri che sono all’origine delle diverse tradizioni etiche e spirituali dell’umanità. 

“Vale a dire – spiega Mancuso  – illuminare il messaggio di fondo, nella convinzione, come diceva Bergson, che ogni grande pensatore ha detto sempre e solo una cosa sola; esplicitare la dimensione etica vera e propria, anche alla luce della storia degli effetti scaturita lungo i secoli; infine confrontarci con la nostra attualità, un po’ nella linea di quanto Benedetto Croce a suo tempo fece con Hegel scrivendone ‘ciò che è vivo e ciò che è morto’”.

Ogni incontro si aprirà con una introduzione filosofica di Mancuso, cui seguirà l’interpretazione e il commento di Armando Buonaiuto, uno dei protagonisti del pensiero contemporaneo e curatore della rassegna culturale “Torino Spiritualità”. I due si confronteranno sulla figura presa in esame per poi aprire il dibattito al pubblico, che potrà così approfondirne ogni aspetto.

Link
Laboratorio di Etica

BUDDHA

….speriamo di poter recuperare presto gli altri 2 appuntamenti, su Gesù e Confucio


Laboratorio di Etica

Laboratorio di Etica 2019