Webinar – “Riflessioni a partire dal libro “Cerchi di capire, prof” di Giovanna Cosenza”


STEREOTIPI SULL’ETÀ, GENERAZIONI, INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE. RIFLESSIONI A PARTIRE DAL LIBRO “CERCHI DI CAPIRE, PROF”

#webinar #stereotipi #generazioni #educazione

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Fondazione Gramsci

Matilde Callari Galli, Vicepresidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna
Elena Luppi, Università di Bologna
Matilde Callari Galli, Vicepresidente Fondazione Gramsci Emilia-Romagna
Elena Luppi, Università di Bologna

In queste pagine Giovanna Cosenza, attingendo ai canali sempre aperti con i suoi studenti, dal blog alle conversazioni al supermercato, racconta incontri e storie che attraversano i grandi temi dell’esistenza: genitori, amicizie, amore, sogni, lavoro. Ne emerge la fotografia non di una, ma di più generazioni di ventenni cresciuti tra ripetute crisi economiche e ora una pandemia. Sono quelli che gli stereotipi mediatici hanno classificato impietosamente come “bamboccioni”, “sdraiati”, “apatici”, “choosy”, e che molti, oggi, concordano nel considerare privi di futuro. 

Leggi il resto della presentazione…


Webinar – NAPOLEONE, L’ITALIA, BOLOGNA


Napoleone, l’Italia, Bologna

Napoleone, i documenti dalla mia collezione.

Ciclo di incontri in occasione del bicentenario della morte di Napoleone I (1821-2021)

L’inizio di quelli che la storiografia italiana definisce come “anni francesi” è sancito per la penisola dalla vittoriosa campagna d’Italia del 1796, guidata dal giovane generale Bonaparte, portatrice anche dei principi della rivoluzione del 1789. Ma è indubbio che fu a partire dal 1805 che l’imperatore, anche re d’Italia, contribuì a dare alla penisola un assetto normativo unitario, se non altro dal punto di vista giuridico ed amministrativo, avviando un processo che avrebbe portato anche al progressivo delinearsi dell’Europa moderna, fondata non più solo sui privilegi, ma anche sul merito. Gli effetti di questi cambiamenti ebbero riflessi sulla politica, l’economia e la società, ma anche sull’istruzione, la cultura e le arti, come effetto dell’importanza che Napoleone aveva accordato allo sviluppo delle scienze e all’istruzione superiore e pubblica come veicolo di formazione delle élites.

Il ciclo di conferenze dal titolo: “…è arrivato Napoleone allo sparo dell’artiglieria ed al suono delle campane della città”. Napoleone, l’Italia, Bologna, riunisce studiosi e studiose di vari ambiti disciplinari – storico, artistico e musicale – e si propone di ripercorre questi diversi aspetti con un focus sulla città di Bologna, senza perdere di vista il più ampio quadro della stagione napoleonica a livello europeo. Il calendario, pensato per il bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte, è stato realizzato a cura del Comitato di Bologna dell’Istituto di Storia del Risorgimento italiano, del Museo civico del Risorgimento di Bologna e con la collaborazione di 8centoAps. Ha ottenuto il patrocinio dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano ed è stato inserito nel programma del Comitato per il Bicentenario napoleonico.

Appuntamenti online, ore 18

Mercoledì 24 marzo | Angelo Varni | Introduzione

Mercoledì 31 marzo | Jadranka Bentini | Ritratto e storia, specchi del potere

Mercoledì 7 aprile | Maria Chiara Mazzi | Napoleone e la musica: dalla musica a Napoleone

Mercoledì 21 aprile | Jadranka Bentini | Le déracinement e l’idea del Louvre

Mercoledì 5 maggio | Mirtide Gavelli, Roberto Martorelli, Elena Musiani, 8cento Aps in diretta dalla Certosa | Napoleone e i Napoleonidi a Bologna

Mercoledì 12 maggio | Lilla Crisafulli | Dall’illusione alla disillusione | il Napoleone di Lord Byron

Mercoledì 19 maggio | Carmine Pinto | Dalle guerre napoleoniche alla fine dello spazio borbonico (1806-1823)

Mercoledì 26 maggio | Maria Chiara Mazzi | Napoleone e la musica: da Napoleone alla musica

Martedì 8 giugno | Alberto Preti | Battere il nemico con le gambe dell’Armée: Napoleone e la manovra di Ulm

Mercoledì 16 giugno | Nicoletta Marini d’Armenia |Guerre napoleoniche e luoghi della memoria in Europa.

Prenotazione obbligatoria scrivendo entro le ore 9 dell’appuntamento a museorisorgimento@comune.bologna.it

Indicare nome, cognome e numero telefonico per eventuali comunicazioni.

Dal 24 Marzo al 16 Giugno 2021


IL MONITORE DI BOLOGNA – 1861 – Unità d’Italia


Il “Monitore di Bologna”

Unità d’Italia

#Bologna #Risorgimento #Regno

Monitore di Bologna, Video parte 1

Monitore di Bologna 1861, parte2

Monitore di Bologna 1861, parte3

Vedi il mio sito sul collezionismo

La “Gazzetta di Bologna” diventa “Monitore di Bologna”. Dal 26 febbraio 1860 il giornale, di orientamento liberale e vicino allo schieramento progressista, sarà designato a pubblicare le deliberazioni ufficiali del governo.

Dal 1868 sarà diretto da Franco Mistrali (1833-1884), controverso protagonista del giornalismo bolognese, “uomo d’ingegno ma di dubbia fede”. L’ultimo numero uscirà il 30 giugno 1876, poi sarà assorbito dalla “Gazzetta dell’Emilia”.

Fonte Bibliografia Tematica

Anno 1861 Martedì 17 Settembre N.221

Per altro cartaceo originale vedi il mio sito Tarabaralla Collezionismo


Festival della Storia 2020, Bologna


Festival della Storia 2020

Per ogni aggiornamento consultare sito e pagina facebook

Pdf dal sito

LA STORIA SIAMO NOI.

Cambiamo il mondo ma il mondo cambia noi.

XVII edizione della “Festa internazionale della storia”

Fin dall’inizio della storia, quando la specie umana comparve e cominciò a popolare il pianeta alla continua ricerca di nuove risorse per sopravvivere, ogni evento di qualsiasi durata e portata di cui fosse artefice o partecipe ha prodotto cambiamenti.

Non a caso la storia è stata spesso definita come il cambiamento nel tempo in cui si alternano e si sommano persistenze e innovazioni, sviluppi e stasi, continuità e cesure in un insieme di dinamiche che si intrecciano in complessi processi evolutivi. I contesti naturali con le loro varianti climatiche e geoambientali con i loro eventi traumatici e distruttivi hanno contribuito a modellare queste trasformazioni, ma l’umanità ha impresso impronte sempre più profonde nei contesti naturali di cui è ospite tanto che al periodo della presenza umana sulla terra è stato attribuita la denomimazione di antropocene. Ogni persona ed ogni paesaggio sono esiti parziali di questa lungo sommarsi di trasformazioni indotte e subite la cui conoscenza è essenziale per cercare rinnovati equilibri e un’effettiva sostenibilità dei futuri sviluppi.

Conferenza stampa

Pdf dal Sito

Link al canale Youtube

Altri video sul canale


“Max Weber alla prova del XXI secolo” Fondazione Gramsci ER


Immagini« del mondo» e trasformazione sociale.  Max Weber alla prova del XXI secolo

In occasione del centenario della morte di Max Weber (1864-1920), la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna presenta un ciclo di tre incontri che si propone di ripensare non solo il suo contributo nell’elaborazione di categorie centrali nelle scienze politiche e sociali, ma anche di riflettere sull’eredità e sull’utilità del suo pensiero per la comprensione del nostro presente.

In ambito di teoria politica si tratta di valutare la tenuta dei suoi concetti per interpretare il nostro tempo, segnato da populismi, sovranismi e nuove forme di investitura carismatica all’interno delle stesse democrazie liberali. In ambito filosofico-culturale, di riprendere le nozioni di «disincantamento», razionalizzazione, «immagine del mondo» e di riflettere sulla loro utilità per comprendere i processi culturali attraverso i quali diamo senso alla nostra esperienza. In ambito giuridico-economico, di fare il punto su natura e futuro del capitalismo; di capire quanto l’analisi weberiana delle radici etico-religiose del capitalismo moderno e dei loro effetti sulla «condotta di vita» dell’individuo borghese possa essere ancora almeno in parte valida alla luce degli attuali sviluppi del neoliberalismo e dei ‘soggetti’ che esso produce.

Link per le altre conferenze su piattaforma Zoom

Dalla pagina FB della Fondazione

Dalla pagina FB della Fondazione

Link ad altri contributi

Max Weber critico della burocrazia. Così denunciò il potere degli apparati

La frusta


COSTRUIRE NEL CAOS, Festival PANDORA RIVISTA – Bologna 2020


FESTIVAL PANDORA RIVISTA

….in aggiornamento

2020

Dialoghi di Pandora Rivista – Festival – 1-11 ottobre

Dialoghi di Pandora Rivista – Festival 

Seconda edizione: Costruire nel caos. Crisi, identità, alternativa

Bologna, giovedì 1  – domenica 11 ottobre 2020

La crisi innescata dalla pandemia ha fatto riscoprire all’Occidente la radicale incertezza in cui siamo immersi. Il virus ha squarciato l’illusione di poter calcolare il futuro algoritmicamente, ha scompaginato l’immagine di un mondo completamente governabile e razionale. Il caos irrompe su processi consolidati, alterandoli in modi imprevedibili, e creando nuove configurazioni.

Continua a leggere “COSTRUIRE NEL CAOS, Festival PANDORA RIVISTA – Bologna 2020”

Le scienze degli algoritmi e le forme del pensiero antico.


Le scienze degli algoritmi e le forme del pensiero antico.

Amplificare rispettando l’invarianza

Secondo la metafisica aristotelica l’essenza è “ciò per cui una cosa è quel che è” e in base a cui si differenzia da tutte le altre cose. Mentre le caratteristiche sensibili della cosa mutano (gli “accidenti” secondo la terminologia aristotelica), l’essenza permane sempre identica a sé stessa.


Me
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Opificio Golinelli



“Nelle sue Lezioni Americane, Italo Calvino scriveva: “Tra i libri italiani degli ultimi anni quello che ho più letto, riletto e meditato è la Breve storia dell’Infinito di Paolo Zellini.”

Oggi su Il Corriere di Bologna l’intervista di Piero Di Domenico al docente di Analisi numerica, che oggi pomeriggio alle 17.30 parlerà di scienza degli algoritmi e forme del pensiero antico.

L’appuntamento è collegato ai temi della mostra U.MANO, in esposizione al Centro Arti e Scienze Golinelli fino al 9 aprile. #scrivonodinoi #mostraumano Corriere Bologna.

https://www.fondazionegolinelli.it/it/events/155




Fondazione Golinelli

La conferenza ha come argomento principale i possibili nessi tra la matematica antica e la moderna scienza del calcolo. Il relatore parte dalla matematica greca che precede Euclide, fino ad arrivare alle conoscenze che si sono sviluppate in India e in Mesopotamia nel II e nel I millennio a.C. Lo studio delle forme del pensiero antico, sia matematico sia filosofico, permette di comprendere lo sviluppo complessivo degli algoritmi che attualmente intervengono nel calcolo digitale su grande scala e, più in generale, nell’informatica. In particolare, Zellini affronta gli studi sulla crescita e la diminuzione delle grandezze che caratterizzano la geometria e l’aritmetica greca e vedica e che, una volta generalizzati, servono a risolvere alcuni dei problemi più complessi della scienza del calcolo e della matematica applicata. 

Sulvasutra altare vedico


Amplificare rispettando l’invarianza


Storia dei numeri

La letteratura finlandese e la natura: incontro con Sanna Maria Martin


La letteratura finlandese e la natura

incontro con Sanna Maria Martin

La foresta è stata il primo luogo della cultura finnica.

Ricca di significati simbolici, nella foresta, l’uomo ha trovato il senso del sacro.

Il ciclo delle Narrazioni interculturali curato in collaborazione con Bibliobologna inaugura il 2020 con un appuntamento tutto dedicato alla letteratura finlandese e a uno dei suoi temi più ricorrenti: la natura.

Dal poema epico Kalevala al romanzo contemporaneo, la letteratura finlandese è vicina alla natura, come nelle opere di Aleksis Kivi, Aino Kallas, Arto Paasilinna, Tove Jansson e Tuomas Kyrö. Ce ne parla giovedì 16 gennaio alle 17.30 in Sala conferenze Sanna Maria Martin, ricercatrice di Filologia ugrofinnica e docente di lingua e letteratura finlandese all’Università di Bologna.



Il topos della Foresta è centrale, come la poesia, nella definizione della Identità dei Finlandesi

SUOMALAINEN METSÄSUHDE

KALEVALA

(Il potere stava nel sapere non nella forza)


Iperborea

L’ANNO DELLA LEPRE

“La Cina, l’Italia e le vie della seta – Festival del Sarà


#FESTIVAL DEL SARÀ

Le vie della seta

Palazzo de Rossi

Video dell’incontro

#FestivaldelSarà video integrale del 23 ottobre 2019 a PalazzodeRossi “Le vie della Seta. Economia, attrattività e sviluppo lungo la rotta cinese.” Con Romano Prodi, Monica Giandotti, Giovanni Anceschi, Lucio Poma, Stefano Gardini, Andrea Corsini, Matteo Lepore, Giulio Magagni, Nicola Cesare, Enrico Dari, Nicola Fabbri, Nicola Fabbri, Luca Mazzali, Alessia Calarota, Mauro Bosco.

Romano Prodi

Nel volgere di poche settimane, dopo il voto europeo che ha sconfitto le destre nazionaliste nei 28 Stati dell’Unione, l’Italia ha cambiato governo e ridefinito la sua visione geo-strategica e commerciale, sospinta dalle dinamiche di un contesto geopolitico internazionale in rapidissima transizione. Abbandonato il sovranismo e le relazioni speciali con le democrature dell’est Europa, l’atlantismo e l’europeismo tornano al centro della politica estera nazionale. L’opportunità offerta dalle nuove via della seta e i rapporti geopolitici con la Cina restano comunque un dossier aperto sulle scrivanie del governo e delle principali aziende nazionali. L’Italia e soprattutto i territori all’avanguardia come l’Emilia-Romagna che determinano con la loro attrattività lo sviluppo economico del Paese saranno in grado di cogliere questa nuova opportunità? Cercheremo di scoprirlo insieme a rappresentati delle istituzioni, del mondo dell’impresa e della ricerca.
Allo stesso tempo la crisi di governo agostana ha mostrato da un lato la sempre più evidente destrutturazione dei partiti e dall’altro l’ancora risolutiva capacità delle regole costituzionali del 1948 di fornire soluzioni parlamentari alla crisi patologica del sistema democratico e alla voglia di ottenere “pieni poteri” da parte di alcuni leader politici. Sullo sfondo si staglia però sempre più evidente una nuova sfida ideologica fra chi ritiene la democrazia rappresentativa ancora l’unico metodo di governo della cosa pubblica e chi invece spinge per ridefinire le regole verso una sempre più accentuata democrazia diretta e digitale. Che queste due idee differenti di democrazia siano sostenute da due forze politiche che oggi governano insieme il Paese appare essere la nuova faglia di rottura del sistema. Insieme a politici e studiosi di costituzione e scienze politiche cercheremo di comprendere quale futuro vivranno nel XXI secolo le liberal-democrazie occidentali e in particolare quella italiana.

Romano Prodi- Limes

Link articoli e video

Vie della Seta – Parla Romano Prodi

Vedi anche

“La Cina, l’Italia, Genova e le vie della seta – VI Festival di Limes”

Convegno