“Antonio Tabucchi in Normale, Il filo dell’inquietudine – 23 maggio 2008”


Antonio Tabucchi, nato a Pisa nel 1943, è stato docente di letteratura portoghese, scrittore, traduttore e giornalista, aveva esordito come scrittore nel 1975 con il romanzo Piazza Grande. Professore dell’ Università di Siena, ha insegnato in prestigiose Università straniere (fra cui il Bard College di New York, l’Ecole de Hautes Etudes e le College de France di Parigi) ed era riconosciuto come uno dei più profondi conoscitori e divulgatori dell’opera di Fernando Pessoa.

La mia Selva Armoniosa – Stirpe di Terra, Sostenibilità e Biodiversità


La mia Selva Armoniosa – Stirpe di Terra, #Sostenibilità e #Biodiversità #Agricoltura

Perchè essere di Stirpe di Terra, per come la intendo e ho sempre vissuto io, non vuol dire ne essere contadino radical chic o farmer da social media, ne proporsi unicamente alla vendita diretta, con il modello di mercato contadino in mezzo a tristi parcheggi di qualche ameno luogo urbano titolato per; ne fare ristorazione da banchetto cerimoniale. Tanti Agriturismi sono fioriti negli ultimi 20 anni, utilizzando i tanto agognati e fondamentali #fondieuropei; ma spesso, questo ha comportato un azzeramento totale dei tratti della natura del luogo e della caratteristica architettura rurale, delle colture autoctone. Al loro posto, sono comparse pseudo forme di stile rurale, che nulla hanno a che vedere, con la biodiversità dell’ecosistema e il genius loci; artifici per una favola da Vita in campagna “soft e cool”. Il mondo agricolo, ancora vive di un economia di sussistenza, familiare, duro lavoro e privazione, fatica e scoramento; instancabile perseveranza e passione; visioni. Confido in un #PSR che sappia valorizzare la #multifunzionalità, la #reterurale, l’economia circolare, la didattica e le nuove tecnologie applicate allo sviluppo agricolo.

Le molteplici sfumatore dell’imprenditoria agricola 4.0 e il ruolo femminile.

Simona Rinaldi

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Legatura

La Legatura con il salice, o olmo

«Sono stata allevata in campagna, e ho creduto tanto a lungo alla realtà di certe visioni che io non ho sperimentato ma che ho visto sperimentare intorno a me che, ancora oggi, non saprei davvero precisare dove finisce la realtà e dove inizia l’allucinazione» (George Sand)

Le Ovaiole
Come si lega in sostenibile
A spalliera, More e Vite
Filari a spalliera, pacciamatura
Il Noce, la Quercia, il Melograno, Il Mandorlo, La Cotogna
Il pozzo, i nani e le “altre”
Camera di Commercio, Medaglia d’Oro, Bologna 1881

ERMES AGRICOLTURA BOLOGNA

Arature, Cavedania, Aia, Corte
Il fosso, pulito senza diserbo
Aratura Cavedagna e fosso
La spalliera, con Olmo
Il ceppo di Olmo e il picchio
La spalliera
Le legature, le barbatelle
Le legature e il podere
Pacciamatura
Il filare e la fascina di salice
La cavedagna, il podere, l’Olmo

L’OLMO E LA VITE

Storia dell’Agricoltura e dell’Alimentazione in Emilia Romagna

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AMOS OZ, “Scene di vita da un villaggio”


Dallo speciale di Rai Letteratura

Amos Oz

“…vedo che quasi tutti sono in cerca di qualcosa, spesso in cerca di una perdita e il più delle volte alla ricerca di una perdita sconosciuta…”

Amos Oz: Scene di vita da un villaggio

“Mi piacciono le storie che, come la vita stessa, restano irrisolte” confessa Amos Oz in questa intervista a Cultbook. Nella raccolta Scene di vita da un villaggio, infatti, qualcosa ha inghiottito la memoria collettiva di un villaggio israeliano, lasciando i suoi abitanti smarriti in un tempo sospeso. Quasi tutti hanno la sensazione di dover fare qualcosa di importante senza riuscire a ricordarsi o a capire di cosa si tratti. La loro volontà sembra intorpidita, impotente, le loro azioni sono guidate da intuizioni improvvise e inspiegabili. Amos Oz ci regala un romanzo poetico e inquietante, suddiviso in otto capitoli o “scene” indipendenti l’una dall’altra ma accomunate dallo stesso luogo, il delizioso paesino di Tel Ilan, e dalla stessa sensazione di mistero e solitudine.

https://books.google.it/books?id=RgDADodYRfoC&lpg=PA6&ots=OKmthnTmvI&dq=scene%20dalla%20vita%20di%20un%20villaggio%20pdf&hl=it&pg=PA11&output=embed

 

Il mio Caro Paolo, racconta il suo “incontro” con Amos Oz

 

 

Festival della Letteratura – Mantova

Una pratica per “attualizzare” l’ I CHING e renderlo “letterario”, settembre 2017


Il mio Caro Paolo Ferrario…

TRACCE e SENTIERI

L’idea dell’ I CHING LETTERARIO è raccontato in questo video:

In sintesi:

  • individuare casualmente 6 LIBRI aggirandosi fra gli scaffali della biblioteca
  • individuare casualmente UNA PAGINA DI CIASCUN LIBRO
  • estrarre una CITAZIONE
  • DISPORRE LE CITAZIONI  nella sequenza dal basso all’alto
  • STABILIRE UN CONTATTO psichico e relazionale con queste citazioni , collegandole (in base al principio del “si tengono insieme”) con la DOMANDA ESISTENZIALE  che ha attualizzato la ricerca

La ricerca nell’ I CHING è “convergente”:

convergente

6 lanci delle monetine o degli steli vanno a configurare un ESAGRAMMA, che porterà alle sentenze archetipiche del libro (la SITUAZIONE e le IMMAGINI)

ESAGRAMMA

L’attualizzazione, invece,  letteraria è prima “divergente”:

LIB CITA

Ma diventerà “convergente” con le proprie associazioni e loro rielaborazione alla luce della DOMANDA POSTA.

Nessuna pretesa di modificare l’uso antico e sapiente di questo testo sapienziale. Ma solo un “gioco” da fare con gli autori che ci aspettano sugli scaffali della biblioteca.

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Il Mondo delle Meraviglie – Archiginnasio Bologna – Fischer Von Erlach


I Monumenti della Storia Universale dell’Architettura di J.B. #FischerVonErlach

Una mostra epurata dalla classica chiave di lettura delle opere di Fisher Von Erlach, che analizza il lavoro del “trattatista incisore”, principalmente partendo dalla sua biografia e dai suoi riferimenti culturali e storici, nonchè dalle frequentazioni dell’elite del tempo. Fisher abile e ambizioso osservatore, ri-produttore raffiguratore, delle “visioni” altrui, proposto in chiave contemporanea come nell’ odierno digitale, copia, incolla e componi.

Lavoro complesso e sincero da parte dei curatori, senza inficiare l’aulica funzione storica del Von Erlach. Interessante

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La mostra, Il mondo delle meraviglie, è articolata in due sezioni distinte ma coordinate, I monumenti della storia universale di J.B. Fischer von Erlach, a cura di Marco Folin e Monica Preti, allestita in Archiginnasio e Antonio Basoli e J.B. Fischer von Erlach, visitabile presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna fino al 19 gennaio e curata da Marco Folin, Eleonora Frattarolo e Monica Preti.

L’esposizione ruota intorno all’esemplare posseduto dalla Biblioteca dell’Archiginnasio di un’opera celebre: il Saggio di un’architettura storica (Entwurff einer historischen Architectur, 1725) dell’architetto austriaco Johann Fischer von Erlach (1656-1723), uno dei maggiori esponenti del barocco viennese.

Link all’Evento

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Archiginnasio, Marco Folin

ESOTISMO

Venerdì 11 gennaio ore 17.30

Presentazione del libro Da Gerusalemme a Pechino. I monumenti della storia universale di J.B. Fischer von Erlach (Modena, Panini, 2018). Interviene: Carlo Ginzburg, in presenza degli autori Marco Folin e Monica Preti.

In occasione della mostra “Il Mondo delle meraviglie” (https://bit.ly/2Ff7M63).

 “Presentazione del libro di Giancarlo Gaeta, Leggere Simone Weil”


Presentazione del libro di Giancarlo GaetaLeggere Simone Weil (Quodlibet, 2018). Intervengono con l’autore Guglielmo Forni Rosa, Maria Concetta Sala e Matteo Marchesini. Guida la conversazione Bruna Gambarelli.

Curatore di gran parte delle edizioni italiane degli scritti di Simone Weil a cominciare dall’edizione integrale dei “Quaderni”, Giancarlo Gaeta ha accompagnato il lavoro di traduzione con commenti puntuali che tendono a mostrare di volta in volta movimento e tensione interna di una riflessione filosofica, politica, religiosa che ha proceduto in discontinuità con tutto ciò che nel corso della modernità ha contribuito a una crisi epocale irreversibile. Riflessione che si è perciò spinta oltre i limiti dell’acquisito e del realistico, fin là dove avrebbero potuto aprirsi altri universi di senso, altre possibilità di coniugazioni culturali. Per questa via l’autore ha cercato di mettere se stesso nella posizione migliore per comprendere le molte facce di un pensiero eminentemente sperimentale che a noi si offre come pura interrogazione sul presente, costringendo a prendere atto che soltanto la coscienza delle contraddizioni del proprio tempo ne permette una lettura proficua.

Il libro è vincitore del premio Francesco De Sanctis.

 

“Noi siamo nell’irrealtà, nel sogno.
Rinunciare alla nostra illusione di essere situati al centro, rinunciarvi non solo con l’intelligenza, ma anche con la parte immaginativa dell’anima, significa aprirvi gli occhi alla realtà, all’eternità,vedere la vera luce, sentire il vero silenzio”

Comunicazione 3.0 – Parla Zygmunt Bauman – Affaritaliani.it


Alcuni passaggi sono premonitori e scorrono fluidi verso definizioni che difficilmente possono essere contraddette; come sempre poi, il pensiero di chiunque, filosofo, studioso, politologo, che sia, non deve mai per me, essere elevato a dottrina universale, baluardo di bandiera, per il semplice fatto che, in tal modo, il ragionare sul sapere verrebbe a mancare… “C’è una crescente separazione tra potere e politica, che sta conducendo ad un definitivo scollamento. Il potere è evaporato nello spazio globale e non risiede più nello Stato. La politica è rimasta, come prima, localizzata. Questa è la principale causa della nostra incertezza: la discrepanza, la separazione tra potere e politica.

Il potere è l’abilità di fare. La politica è l’abilità di decidere cosa va fatto. “

http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/comunicazione-3-0-parla-zygmunt-bauman.html?refresh_cens