Sovvertimento dei Sensi – Stefan Zweig – Corbaccio 1932


“Perché l’amore è una liaison tra un riflesso e il suo oggetto”
Iosif Brodskij Fondamenta degli incurabili pag.100

Sovvertimento dei Sensi

* * *
Da quella sera, in cui quest’uomo venerato mi aprì la sua anima, da quella sera, quarant’anni fa, tutto quello che i nostri romanzieri e poeti raccontano come straordinario, tutto quello che le commedie rappresentano sotto la maschera della tragedia, mi sembra infantile, mi sembra inutile. E’ per comodità, per mancanza di coraggio o per avere un orizzonte troppo ristretto che essi tutti mostrano sempre e solo l’orlo superficiale della vita, dove i sensi operano alla chiara luce del giorno, apertamente e metodicamente, mentre giù in fondo, nei sotterranei, nelle caverne o cloache del cuore, s’agitano sinistramente fosforescenti le perigliose belve della passione, nel buio unendosi e dilaniandosi in ogni più fantastico accoppiamento?

Li spaventa il fiato caldo e struggitore degli istinti demoniaci, l’esalazione del sangue che brucia, temono di imbrattarsi le mani troppo delicate alle piaghe dell’umanità, oppure il loro occhio avezzo a una luce più blanda

non trova la via per scendere gli sdrucciolosi gradini umidi di putredine?

Eppure per colui che ama sapere, non v’è piacere più grande che quello di conoscere l’occulto segreto,
non v’è brivido più potente di quello che accompagna il pericolo, e non v’è sofferenza più sacra di quella che non sa esprimersi per vergogna.

Qui però un uomo mi si apriva nella più assoluta nudità, si dilaniava il petto profondo, pronto a scoprire il suo cuore torturato, avvelenato, arso e marcito. Con selvaggia voluttà si martoriava flagellandosi con questa confessione repressa per anni ed anni. Solo colui che per tutta la vita ha provato la vergogna per tutta la vita s’è celato, s’è nascosto e abbassato, poteva scoppiare in uno sfogo così impressionantemente travolgente

com’egli nella spietata sua confessione. Quest’uomo scavava la sua vita pezzo per pezzo dal proprio petto,

e per la prima volta io, ragazzo, spinsi lo sguardo giù nei più profondi abissi del sentimento umano.

D’apprima la sua voce vagava incorporea nel buio, oscuro presentimento dell’emozione, vago accenno ai misteriosi fatti, eppure intuivo proprio dalla volontà che penosamente raffrenava questa passione, tutta la potenza che stava per scatenarsi, come in certe battute molto rallentate precedenti un ritmo assai accellerato s’indovina, si sente con ogni fibra il “furioso” che dovrà seguire…..

Capriccio audace del fatal destino,

Ancor dal chiaro giorno tu ci tenti

Verso gli abissi, verso il labirinto

Del cuore umano, oh sovversion dei sensi!

Dal dualismo nostro puoi salvarci

Tu solo nell’amplesso tuo mortale;

Svegli, ci difendiam contro la sorte,

Temendo vili la passion fatale.

Ardono sangue e spirito in scissa fiamma,

Solo il destin, velato in scuri anni,

Nella tempesta sua unir li sa.

Finchè ci conteniam non siamo veri:
Il lampo sol, che rosso in noi s’accende

Spirito in sangue e sangue in spirito fonde.
Biografia:

“Perché l’amore è una liaison tra un riflesso e il suo oggetto”
Iosif Brodskij Fondamenta degli incurabili pag.100

Sognatori di Parole – La poetica delle Reverie – Immaginario e Immaginale


La poetica delle Reverie
Gaston Bachelard
Edizioni Dedalo 1993

…”L’infanzia è il pozzo dell’essere”…Il pozzo è un archetipo, una delle immagini più pesanti per l’anima umana…

Juan Ramon Jimenez (Platero et moi, trad. ed. Seghers, pag.64), scrive: . Un sognatore di parole non può passare davanti ad una simile reverie senza notarla…
..personale Reverie sugli incontri e sui luoghi dell’etere..:
..cosa è il mondo virtuale.. …è un po’ come ritrovarsi a dover raggiungere una meta preposta attraverso una tratta giornaliera di un bus di linea..stessi orari, stesse coincidenze, stesso affollamento, stessi volti..a volte odori insopportabili, altre volte ammiccamenti sensuali, altre volte fastidio epidermico..poi capita di intavolare conversazioni edificanti con lo sconosciuto che sale a metà tragitto e speri di rivedere l’indomani, oppure dai per certo che hai trovato le persone “giuste” perfette per fantasticare, poi ti rendi conto che ti eri addormentata con la testa al finestrino… si era oramai appannato tutto e avevi perso la fermata…
Su Bachelard e la sua poetica:

Il Silenzio


“Il silenzio è un linguaggio da custodire,.. per non accedere alla aggressività.”
Per me, l’unica battaglia, gli unici conflitti, che sono degni
di essere combatutti e vinti, sono quelli contro la deriva di noi stessi,
della nostra mente e del nostro corpo: l’unico vero terreno di battaglia!
Contro i fantasmi, demoni e ombre,
spingendosi sempre più addentro, negli inferi della nostra Patmos,
isolandoci, nel silenzio
alla ricerca della nostra umanità!

La Carta e il Tempo


Sono sommersa, circondata e avvolta dalla carta…ovunque! Libri antichi, romanzi, saggi, monografie, riviste, fotocopie, documenti storici, frammenti, inserti, giornali, fotografie..trent’anni di collezioni, di studio, di passione, di ricerca, di eternità…come fare a mettere ordine per ritrovarsi?…ma tutto sommato parlano di me, della mia molteplicità….innumerevoli frammenti di un esistenza complessa, pensare che ci sono persone che passano la vita ad etichettare….con me hanno poca speranza di riuscita! Olè!

In Viaggio


Sono sempre in viaggio,
su di un treno.
Guardo fuori dal finestrino,
il mondo mi viene incontro.
Si ferma alle stazioni, 
il posto accanto al mio è libero
e si siede sempre qualcuno!
Fino alla prossima fermata,
magari scendo,
e mi fermo per un po
poi aspetto un altro treno e riparto
e mi allontano dal mondo!
Il posto vicino al mio
rimarrà sempre libero
e non mi fermerò mai
per sempre, 
gli altri scenderanno
ma io non li seguirò!
Un viaggio, non finirà mai!

Istanti


Se potessi vivere di nuovo la mia vita. 
Nella prossima cercherei di commettere più errori. 
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più. 
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato, 
di fatto prenderei ben poche cose sul serio. 
Sarei meno igenico. 
Correrei più rischi, 
farei più viaggi, 
contemplerei più tramonti, 
salirei più montagne, 
nuoterei in più fiumi. 
Andrei in più luoghi dove mai sono stato, 
mangerei più gelati e meno fave, 
avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari. 
Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto 
della loro vita sensati e con profitto; 
certo che mi sono preso qualche momento di allegria. 
Ma se potessi tornare indietro, cercherei 
di avere soltanto momenti buoni. 
Chè, se non lo sapete, di questo è fatta la vita, 
di momenti: non perdere l’adesso. 
Io ero uno di quelli che mai 
andavano da nessuna parte senza un termometro, 
una borsa dell’acqua calda, 
un ombrello e un paracadute; 
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero. 
Se potessi tornare a vivere 
comincerei ad andare scalzo all’inizio 
della primavera 
e resterei scalzo fino alla fine dell’autunno. 
Farei più giri in calesse, 
guarderei più albe, 
e giocherei con più bambini, 
se mi trovassi di nuovo la vita davanti. 
Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo. 
J.L.BORGES

Discriminazione




“Si ferma alla Camera il cammino della proposta di legge sull’omofobia. L’assemblea di Montecitorio ha approvato, con i voti di Pdl e Lega, la questione pregiudiziale avanzata dall’Udc. Il testo, presentato da Paola Concia del Pd, è stato così affossato con 285 voti a favore, 222 contrari e 13 astensioni. Democratici e Idv hanno votato contro. “
Che Appiattimento! Civico ed Estetico! La discriminazione è un pregiudizio, il pregiudizio condiziona la nostra realtà storica, molto di più dei nostri giudizi! 
Continuamente siamo pervasi da immagini stereotipate di categorie sociali alle quali dovremmo appartenere, piuttosto che ad altre, meno vincenti e potenti; ogni giorno agli individui viene tolta la complessità, negata la molteplicità, viene annullato il retroscena culturale e sociale, viene etichettato in categorie di appartenenza accuratamente pre-confezionate: Lombroso non avrebbe saputo fare di meglio!
Ignoranza!

Calimero


Oggi è scomparso Luciano Emmer, a 91 anni, l’inventore di “Carosello”, regista e documentarista di pregio. Avevo visto di recente a Slow Food on film il suo documentario: Le pecore di Cheyenne – (2007).
La scena del siparietto che si apre fu girata da lui! Vorrei ricordare un carosello speciale quello di Calimero; Mi ha sempre messo un ansia terribile, ho anche capito il perchè..mi sembra molto attuale!




La normalità


“Cos’è successo nel mondo, dopo la guerra e il dopoguerra? La normalità. Già, la normalità. Nello stato di normalità non ci si guarda intorno: tutto, intorno si presenta come “normale”, privo della eccitazione e dell’emozione degli anni di emergenza. L’uomo tende ad addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è.”(P.P.Pasolini)

Ci sono uomini camuffati, che si nascondono dietro stereotipi gretti di normalità, vignette da family day, trasgressivi che vanno a mangiare dalla mamma tutti i giorni, accademici che si fanno i festini, adolescenti dalle espressioni perse nei loro videogiochi, manager che si stupiscono del costo di un litro di latte, colti e conformisti colletti bianchi che usano nick name tipo “super duro” in chat , donne dalle unghie finte che contano le monetine, nonni ricchissimi che rubano il parmigiano….gente che vuole nascondere la provenienza! Quindi nessuno è l’ originale di se stesso!

L’attenuante


Infastidito da effusioni accoltella due gay
“Perché arrivare a uccidere per niente?” notizia sui quotidiani del 23 Agosto 2009, è successo all’esterno del Gay Village di Roma.

Gad Lerner, sul suo Blog scrive: “L’Attenuante:Vede una coppia che si sbaciucchia. Indignato, spacca bottiglia in testa e accoltella. Subito rilasciato per via dell’attenuante: erano due gay.”

Per quanto riguarda “l’attenuante” , considero la scelta del termine, come una intelligente provocazione, come un colpo di frusta!
Quello che infastidisce la mia sensibilità (non di certo le effusioni o i baci) e che l’aggressore quarantenne fosse in compagnia, con amici e famigliola…e questi individui a che categoria appartengono?
Quale aspetto vogliamo riconoscere nel branco famigliare? Questo urta e mi impietrisce; da figlia avrei io “aggredito” mio padre, da moglie o compagna lo avrei “io” denunciato oltre al fatto che non mi avrebbe più visto e gli amici?
Un problema culturale, civico, estetico affligge un popolo devastato dal potere dell’apparenza, conformista ed atrofizzato dall’ignoranza!
Non importa aspettare una sentenza di un giudice, di qualcun’altro e noi, singolarmente quanto possiamo? la nostra educazione cosa ci dice?
Potevano essere gay, anziani, rom, ragazzine, con una brutta camicia o con una pettinatura di un colore vistoso…potrebbe essere tutto quello che non sappiamo culturalmente ed emotivamente comprendere!