Utero Artificiale, Ectogenesi


Ectogenesi

«L’utero artificiale e la clonazione schiuderanno prospettive vertiginose in cui ciascuno potrà decidere autonomamente di riprodursi e un giorno si arriverà forse all’ermafroditismo universale».

Ovvio che sarà così, al di sopra di ogni visione complottista o di ogni pseudo fanatico di realtà distopica, senza fronzoli o etichettatura…semplicemente #scienza e #futuro senza limiti di credo….

«I feti venivano coltivati in bottiglia e ci si garantiva massima uniformità umana usando ovuli estratti da un numero limitato di madri»: così Aldous Huxley, nel suo Ritorno al mondo nuovo ha descritto profeticamente una prospettiva futurista che è già divenuta realtà.

Link

Il punto di arrivo non è creare uteri artificiali per salvare i bimbi nati prematuri, ma far nascere le prossime generazioni tramite l’ectogenesi, scollando di fatto la riproduzione e la nascita dal ventre materno.

https://www.huffingtonpost.it/entry/utero-artificiale_it_5d9c99f4e4b099389806dcda

«La riproduzione diventerà compito delle macchine, mentre la clonazione e le cellule staminali permetteranno a genitori-clienti di coltivare organi a volontà per sostituire i più difettosi. Un bambino potrà essere portato in grembo da una generazione precedente della stessa famiglia o da un donatore qualsiasi, e i figli di due coppie lesbiche nati da uno stesso donatore potranno sposarsi, dando vita a una famiglia con sole nonne e senza nonni. Molto più in là, i bambini potranno essere concepiti, portati in grembo e fatti nascere da matrici esterne, animali o artificiali, con grande vantaggio per tutti: degli uomini poiché potranno riprodursi senza affidare la nascita dei propri discendenti a rappresentanti dell’altro sesso; delle donne poiché si sbarazzeranno dei gravi del parto»[1].

Festival Pandora 2021 _ La Nuova Frontiera – Incontri


Un patto per la conoscenza e i saperi

Incontri Pandora Rivista

Istruzione, Formazione e Sviluppo

Patrizio Bianchi, Stefano Bonaccini, Sonia Bonfiglioli, Francesco Ubertini

Stringere patti è indispensabile, oggi si gioca solo in squadra

Ubertini

Dovere delle Università, Open & Engaged

Non avere paura del cambiamento. Complementarietà

Bianchi

Rivedere i nostri saperi, in modo fluido. L’impresa non si ferma al Conto Economico

Bonfiglioli

Investire sul capitale umano

Bonaccini

L’energia del mondo

Sostenibilità, Transazione Energetica, Scenari Internazionali

Romano Prodi, Ministro Giovannini, Valeria Tertini

Sostenibilità Ecologica


Similitudini – Natura


#similitudini #natura

Similitudini

Ma la cosa più importante di tutte è riuscire nelle metafore. È la sola cosa questa che non si può apprendere da altri, ed è segno di una naturale disposizione di ingegno; infatti il saper trovare belle metafore significa vedere e cogliere la somiglianza delle cose fra loro.

Cit.
Similitudini

Similitudini
Similitudini


Storia – Chi Siamo, Chi Saremo – Laboratorio di Etica – Vito Mancuso, Ilaria Capua


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Storia – Il rumore del Tempo – Osip Mandel’Stam


Il Rumore del tempo

Il rumore del tempo

“La mia memoria non è amorevole, ma ostile e lavora non a riprodurre, ma a eliminare il passato. Il ‘raznocinec’ non sa che farsene della memoria, gli basta raccontare i libri che ha letto e la sua biografia è bell’e pronta. Là dove per le generazioni fortunate parla l’epos in esametri e in cronaca, là per me c’è il segno dello iato e tra me e il secolo c’è una frana, un fossato, pieno d’un tempo rumoreggiante…”


IMPRESCINDIBILE 1,2,3 -ABOUT ME


 

IMPRESCINDIBILE 1,2,3 -ABOUT ME

 

Sapere, Intelletto

Link al testo

«Qual’ è quindi lo specifico umano: è l’intelletto freddo da cui procedono analisi, tecnica operativa e scienza, oppure è la ragione calda da cui procedono sintesi, arte immaginativa e umanesimo? La distinzione tra intelletto e ragione risale a Immanuel Kant, che nella Critica della ragion pura distinse attentamente l’intelletto (Verstand) dalla ragione (Vernunft), in quella che secondo Hannah Arendt è «la più grande scoperta di Kant». L’intelletto genera conoscenza, la ragione genera significato. Le due cose non sono per nulla uguali: si può avere una grande conoscenza del mondo, e non vedervi nessun significato. A ben vedere, è il problema dei nostri giorni: possediamo una vastissima conoscenza del mondo e della vita, ma non ne vediamo un significato».
#VitoMancuso #ilCoraggioelaPaura #Garzanti

(Mente, Cuore, Pancia)

Esperienza, Emozioni, Empatia

Imprescindibile 1

Abitare, Identità di luogo, Rappresentarsi

Imprescindibile 2

Tempo libero, Condivisione, Cura

Imprescindibile 3

Fenomenologia – Husserl

fenomenologico-trascendentale. (La fenomenologia è l’analisi della coscienza nella sua intenzionalità: essa esamina tutti i modi in cui qualcosa può essere dato alla coscienza ed esamina la validità riconoscibile agli oggetti di coscienza).

Cura

Cura è guardare, fermarsi, essere capaci di sentire gli altri, avere gli altri all’interno del “volume” della propria vita: la cura è sempre un luogo inclusivo. Curare non è guarire: è spendersi, portare l’altro sulle spalle, ma anche portare energie, visione… e portarli sugli altri: se sei un narciso egoista in te non c’è spazio per la cura. Ovviamente questo è un tema che non riguarda solo alcune categorie di persone: ad esempio anche in classe se non hai la cura, nulla funziona.

Quindi quali sono le parole chiave della cura?
La cura è portare armonie e connessioni, è il contrario dell’entropia, del disordine e del rumore caotico a cui siamo abituati. La cura è un progetto di avanzamento sociale, è propria di una società avanzata: possiamo avere anche poche risorse, ma è una questione di visione


  • L’isola dei morti di Arnold Boecklin
    L’isola dei morti di Arnold Boecklin prima versione (di 5)1883 “Chi guarda questo quadro deve aver timore di disturbare il solenne silenzio con una parola espressa ad alta voce” L’interpretazione,il viaggio, il simbolismo Collegamenti: http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/08/22/emil-cioran-pensieri-e-arnold-bocklin-l’isola-dei-morti-pronto/… Altro
  • Leggerezza
    Oggi mi sento leggera, sono appagata da questo freddo intenso, ho fatto acquisti che mi hanno soddisfatta e “sottolineano” il mio “carattere”, riesco quindi ad essere meno provocatrice del solito;(oppure pesante). Solitamente per mè l’inizio… Altro
  • Territorialità
    Conservare il futuro attraverso la Territorialità
  • Errori ed Orrori
    Come è possibile che una parola di 9 lettere venga scambiata per una di 10? Come è possibile che ci sia tanta superficialità e cosi poca professionalità? Come è possibile che accada in ambito medico?… Altro
  • Tin Tin
    10 Gennaio 1929Un OMAGGIO A TIN TINTintin e il suo terrier domestico Snowy, nacquero nel 1929 quando ad Hergé fu chiesto di creare un supplemento per ragazzi del quotidiano, Le Petit VingtièmeHergè inventò: lo stile… Altro

La deriva dell’Umanita


La deriva dell’Umanita

Me lo fanno pensare, diversi ambiti, materiali e spirituali, la perdita totale, per i più, di stampelle economiche vitali, i sentimenti che ne conseguono, l’incapacità di trasformarli, data la pochezza spirituale, in azioni positive benefiche…la conseguente comparsa della rabbia incontenibile. L’impotenza del grido di dolore sfocia in ciò che di più barbaro, l’essere vivente ha in sé di natura arcaica…non tutti sanno vedere, la barca ormeggiata in noi, dove risiede la speranza, la fiducia (senza citare Papa Francesco ma Claudel).

Paul Claudel


Claudio Widmann

“Solo la civiltà globalizzata potrà vincere il Coronavirus”
„Da circa un secolo tanto la biologia quanto la psicologia hanno mostrato che i bisogni e i valori dell’uomo sono gerarchici: il bisogno d’aria è prioritario rispetto a quello d’acqua, il valore della sopravvivenza è superiore a quello dell’estetica. C’è uno sconcertante infantilismo psicologico in chi non sa riorganizzare le proprie gerarchie di valori e sospendere temporaneamente lo jogging o rinunciare al ristorante. C’è una preoccupante sudditanza dal bisogno in chi viola le ordinanze restrittive per uscire ad acquistare droga o a bere birra.“

La risposta dello psicoanalista: “Solo la civiltà globalizzata potrà vincere il Coronavirus”
Claudio Widmann“ 


“Andrà tutto bene” è lo slogan che rimbalza sui social e sui balconi in un arcobaleno di colori, tra inni collettivi. 
Gli slogan e gli inni, le bandiere e gli applausi ad una certa ora sono elementari forme rituali. Nascono spontaneamente, perché il bisogno di riti è dell’uomo; è lo sforzo dell’animo di mantenersi integro, quando forze incontrollabili minacciano di disgregarlo. Rituali spontanei, però, denunciano il vuoto di sistemi ideali solidi, la pochezza di guide spirituali che non sanno essere punto di riferimento per animi assaliti dalla preoccupazione e non sanno orientare gli animi quelli sommersi dalla disperazione.“


…e ancora, io penso anche a tutti coloro che sono intimamente connessi al mondo “sommerso”, in ombra: chi lavora in nero, chi ha dipendenze da droghe o altro, chi vive la notte come se fosse ossigeno, chi dipende da relazioni fisiche diciamo di strada, chi vive di potere di presenza, chi vive per le bande, per il gruppo…tutte queste persone saranno degli zombie disperati pronti all’assalto se tenuti reclusi, chi in un modo chi nell’altro; si vedranno passare molti “cadaveri” dalla sponda del fiume…


Galimberti sul Coronavirus, intervista del 28 Febbraio 2020, Phronesis, Educazione alla Finitezza, Peso della Lettura e della Introspezione

Fermarsi eccome – io resto a casa


Dall’articolo de il Post Sala (Sindaco di Milano) ha detto che la campagna “Milano non si ferma” è stata un errore.

Video Lezioni Magistrali, Festival di Filosofia

Dal mio tweet del 7 Marzo

E la Lombardia si ferma, si ferma eccome, come ci si deve fermare in caso di malattia e di lutto, il tempo necessario. Lo stesso per tutta #Italia. Perseverare nella finzione di onnipotenza è non solo stupido ma anche colpevole. Agire con Etica #ordinepubblico #emergenza

Schiavi di una impostazione della società basata sulla #competitività che porta ad #egoismo e #corruzione

Link alla libreria google

Link per approfondimenti

Articolo

MimesiEdizioni

Competizione

Libro

Modello Milano

Rifking – La fine del lavoro

La terza rivoluzione industriale

IO RESTO A CASA – Nove Marzo Duemilaventi


La situazione è molto grave.
Obbligati ad essere civili. Rispettare l’Umana sopravvivenza.

#emergenza #coronavirus #covit19

“L’epidemia di babbei è già una pandemia”

Il 7 marzo scorso Musk ha scritto un tweet alquanto lapidario: “Il panico per il Coronavirus è da stupidi”. Neanche cento caratteri che non sono sfuggiti al virologo del San Raffaele di Milano, in prima linea nella lotta contro il Covid-19, alfiere fin dalle prime ore dell’apparizione del virus di una posizione radicale per combatterlo. “L’epidemia di babbei è già una pandemia”, ha risposto Burioni a stretto giro.

Articolo completo

Obbligati ad essere civili – #iorestoacasa

Aggiornamenti ufficiali sul Coronavirus

Sulla #terapiaintensiva

CanaleTelegram sul Coronavirus


Global Cases


Mariangela Gualtieri

Questo ti voglio dire

ci dovevamo fermare.

Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti

ch’era troppo furioso

il nostro fare. Stare dentro le cose.

Tutti fuori di noi.

Agitare ogni ora – farla fruttare.

Ci dovevamo fermare

e non ci riuscivamo.

Andava fatto insieme.

Rallentare la corsa.

Ma non ci riuscivamo.

Non c’era sforzo umano

che ci potesse bloccare.

E poiché questo

era desiderio tacito comune

come un inconscio volere –

forse la specie nostra ha ubbidito

slacciato le catene che tengono blindato

il nostro seme. Aperto

le fessure più segrete

e fatto entrare.

Forse per questo dopo c’è stato un salto

di specie – dal pipistrello a noi.

Qualcosa in noi ha voluto spalancare.

Forse, non so.

Adesso siamo a casa.

È portentoso quello che succede.

E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.

Forse ci sono doni.

Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.

C’è un molto forte richiamo

della specie ora e come specie adesso

deve pensarsi ognuno. Un comune destino

ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.

O tutti quanti o nessuno.

È potente la terra. Viva per davvero.

Io la sento pensante d’un pensiero

che noi non conosciamo.

E quello che succede? Consideriamo

se non sia lei che muove.

Se la legge che tiene ben guidato

l’universo intero, se quanto accade mi chiedo

non sia piena espressione di quella legge

che governa anche noi – proprio come

ogni stella – ogni particella di cosmo.

Se la materia oscura fosse questo

tenersi insieme di tutto in un ardore

di vita, con la spazzina morte che viene

a equilibrare ogni specie.

Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,

guidata. Non siamo noi

che abbiamo fatto il cielo.

Una voce imponente, senza parola

ci dice ora di stare a casa, come bambini

che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,

e non avranno baci, non saranno abbracciati.

Ognuno dentro una frenata

che ci riporta indietro, forse nelle lentezze

delle antiche antenate, delle madri.

Guardare di più il cielo,

tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta

il pane. Guardare bene una faccia. Cantare

piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta

stringere con la mano un’altra mano

sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.

Un organismo solo. Tutta la specie

la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

A quella stretta

di un palmo col palmo di qualcuno

a quel semplice atto che ci è interdetto ora –

noi torneremo con una comprensione dilatata.

Saremo qui, più attenti credo. Più delicata

la nostra mano starà dentro il fare della vita.

Adesso lo sappiamo quanto è triste

stare lontani un metro.

ORCHIBO 2017 – CHIOSTRO della BASILICA di SAN DOMENICO, BOLOGNA


Organizzatori

 

Chiostro della Basilica di San Domenico

SE NOI AVESSIMO L’UMILTÀ DI CAPIRE, CHE NON COMPRENDIAMO TUTTO, TORNEREMMO A RIFLETTERE E AD INCLUDERE NELLE NOSTRE RIFLESSIONI, IL MISTERO