“Umberto Galimberti e Eugenio Borgna” Il Fiume della Vita


Il fiume della Vita

Eugenio Borgna

LEGGERE IL LIBRO CON L’INTELLIGENZA DEL CUORE

Tratto dal Video

Fotogramma dal video

Catturare l’indicibile attraverso il dicibile

Le neuroscienze prescindono dai significati


È cosi difficile dire la verità senza mentire (Hoffmannsthal)

Testi di Borgna

L’indicibile tenerezza Weil

Fenomenologia come indagine filosofica


FREUD E I SUOI SCRITTORI:ZWEIG, SCHNITZLER, SVEVO, KAFKA – MEB


MEB- MUSEO EBRAICO BOLOGNA IL RUGGIERO

Link all’immagine

MEB-Museo ebraico di Bologna/IL RUGGIERO
con la collaborazione di Goethe Zentrum Bologna
Appuntamenti di giugno MEB/WEB sui canali Youtube/Facebook/Instagram
FREUD E I SUOI SCRITTORI:
ZWEIG, SCHNITZLER, SVEVO, KAFKA
Un progetto in cinque video-appuntamenti
a cura e con Emanuela Marcante e Daniele Tonini
con la collaborazione di Caterina Quareni, MEB
martedì 2 giugno Sigmund Freud
martedì 9 giugno Stefan Zweig
martedì 16 giugno Arthur Schnitzler
martedì 23 giugno Italo Svevo
martedì 30 giugno Franz Kafka
I video saranno sempre disponibili a partire dal calendario indicato
il progetto partecipa al Patto per la Lettura del Comune di Bologna
“Freud e i “suoi” scrittori, (…) è un percorso che parte dalla figura e dagli scritti di Sigmund Freud per indagare, anche attraverso l’influenza più o meno diretta che ebbe sugli scrittori contemporanei dell’impero asburgico, sulle inquietudini di un’epoca prossima al declino e alla doppia catastrofe delle due guerre mondiali.
Gli scrittori in gioco sono Stefan Zweig, Arthur Schnitzler, Italo Svevo, Franz Kafka, ebrei come Freud e come gran parte dei protagonisti di quel mondo intellettuale “mitteleuropeo” che faceva idealmente perno su Vienna.
Ognuno di loro, con la propria storia, la propria scrittura, il proprio destino, ha suggellato un patto speciale con il padre della psicoanalisi: in un continuo spostamento di confini tra la “razionalità” della ricerca freudiana e la “razionalità” della scrittura letteraria, in un intrecciarsi di fila tra osservazione, auto-osservazione e immaginazione, si colloca il dialogo profondo (e certo non senza conflitti) tra Freud e i “suoi scrittori”.
A partire dal “corrispondente” di una vita, Stefan Zweig, proseguendo con il suo “doppio”, Arthur Schnitzler, e quindi incontrando la “coscienza” di Italo Svevo e il fervido mondo psicoanalitico triestino, per chiudere con Franz Kafka, il più giovane e “resistente” alla psicoanalisi freudiana -“ma essa esiste come esiste questa generazione” scriverà comunque a Max Brod nel 1922- che avrà complesse interazioni con temi psicoanalitici e fortemente ebraici in tutta la sua opera.
In cinque brevi puntate, ci affacceremo sulle profondità oceaniche della psiche, costantemente scandagliate dalla ricerca dell’uomo di scienza e dalla creatività dall’artista, e su un mondo letterario, simbolicamente rappresentato da quattro scrittori, notissimi ma sempre da riaprire, per vedere da vicino come la “malattia” della distruzione e dell’autodistruzione, la malattia di generazioni diverse dalle nostre – ma che con noi mantengono una linea continua – ritorni nell’esperienza di tutti e nella nostra storia. Per ricordare che la repressione della coscienza di sé e della libertà, la mancanza di coraggio nel guardare (con gli occhi dell’analisi, della scienza, della poesia) ai nostri “mostri”, ne crei e ne liberi sempre di più spaventosi.







Abitare e Vivere


JOSÉ SARAMAGO

Viviamo in un luogo, ma abitiamo in una memoria.

Saramago – Video dal portale della Rai


José Saramago (Azinhaga, 1922 – Tías, 2010), è stato uno dei più importanti scrittori portoghesi del Novecento. Autore estermamente versatile è stato anche poeta, drammaturgo, critico letterario, traduttore e giornalista. È stato inoltre insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998 con la seguente motivazione: “Con parabole, sostenute dall’immaginazione, dalla compassione e dall’ironia ci permette continuamente di conoscere realtà difficili da interpretare“. Tra le sue opere ricordiamo: L’anno della morte di Ricardo Reis (1984), Cecità (1995), Saggio sulla lucidità (2004), Le intermittenze della morte (2005) e l’autobiografia Le piccole memorie (2006).


Video


La forza di essere migliori – Vito Mancuso


La forza di essere migliori – Vito Mancuso

Perchè il mondo è così bello e produce tanto dolore?

Viviamo secondo un modello di sviluppo che adora gli oggetti, non la lettura, la cultura, la partecipazione sociale e politica. Consumiamo, inquiniamo, ma così devastiamo noi stessi e il nostro pianeta. Essere migliori è diventato quindi un’urgenza, e il lavoro etico e spirituale una necessità non rimandabile. Ma come far nascere, in noi, il desiderio di praticare il bene? Dove trovare una motivazione che sappia liberarci dalle catene dell’effimero/della società, una forza motrice che dia impulso al nostro costante bisogno di guarigione e al nostro infinito desiderio di bellezza?

Vito Mancuso

La questione è dove si possa trovare la forza per questa crescita della volontà e della consapevolezza che ci conduce al passaggio dal vivere all’esistere e ci fa essere migliori. Io penso che essa sia dentro di noi; in particolare nel nostro passato, nella grande sapienza che il passato ancora oggi ci trasmette. È grazie agli antichi che siamo qui, è grazie a loro che possiamo parlare e prima ancora pensare. Il nostro linguaggio viene da lontano, e insieme al linguaggio anche la sapienza e la saggezza in esso condensate. In questo libro cercherò di contribuire alla crescita della nostra consapevolezza e della nostra volontà per recuperare capacità di controllo sul nostro futuro, e lo farò attingendo per lo più al nostro passato. È infatti il passato la fonte della nostra energia spirituale, le sue immense ricchezze sono i giacimenti di gas naturale e i pozzi di petrolio della nostra interiorità. Se spezziamo i legami con il nostro passato rimaniamo senza fonti di energia spirituale, quindi incapaci di generare quell’autocontrollo che si traduce in etica e quel controllo che si traduce in una politica degna di questo nome, finendo vittime di un potere privo di visione e della paura che esso genera in noi. Se al contrario rafforziamo i legami con il nostro passato, dal tesoro della sua sapienza spirituale può sorgere dentro di noi la forza in grado di alimentare la nostra volontà e la nostra consapevolezza, e così renderci capaci di affrontare la sfida di rimanere umani. O forse meglio, di iniziare a diventarlo. (Vito Mancuso)


Questa è una società che ti vuole sempre al top delle prestazioni, nella forma fisica, ti vuole super giovane, super bello. Tutto ciò può avere anche il suo riscontro positivo, ma quando diventa fonte di agonismo permanente nei confronti degli altri percepiti sempre come competitor, la vita diventa una corsa che ci toglie il fiato, ci mette ansia, ci rende infelici e ci dà un senso di frustrazione.

Da un’intervista sulla Gazzetta di Modena

“L’altro ‘900” Anna Banti


Anna Banti

“Di tanto in tanto si spandeva la notizia che un caso di seconda memoria fosse apparso in uno di quei singolari collegi: ed era vero, infatti, che all’improvviso, una qualche fanciulla anemica, indebolita dalla pratica di un costante sforzo nervoso, usciva a dichiarare di avere ottenuto la luce, di “ricordare”. Erano racconti allucinanti e finivano in parossismi: vi si notava un carattere di immaginazione del tutto affine a quello della sognatrice, e una sovrabbondanza di avventure, nella supposta vita anteriore, che bastava a destare il sospetto d’innocente mistificazione. Di regola, queste crisi si concludevano in singhiozzi disperati, in gemiti di confessione: no, non è vero, non ricordo più nulla, mi sono sbagliata, ho mentito! La ragazza era messa a letto, sopita con forti calmanti, e, l’indomani, restituita alla famiglia. Madri taciturne o svaporate, padre e fratelli insensibili, tutti presi dal senso di una vita vissuta minuto per minuto, senza pensiero del futuro, senza ombra di tenerezza e di melanconia.”

Anna Banti Le donne Muoiono” 1951

Dal sito di Cristina Campo su Anna Banti

“Essere donna, essere artista, essere mito” Bologna


“Essere donna, essere artista, essere mito”

Le relazioni di genere nella musica, nell’arte e nella letteratura tra Ottocento e primo Novecento.

Dal 7 marzo al 24 maggio 2019 il Museo civico del Risorgimento di Bologna cura un ciclo di incrontri dal titolo “Essere donna, essere artista, essere mito”. Le relazioni di genere nella musica, nell’arte e nella letteratura tra Ottocento e primo Novecento.

Si parte il 7 marzo con La musica al femminile: Clara Schumann nata Wieck, segue il 29 marzo con Donne e miti letterari nei dipinti dell’Ottocento. Dal romanticismo alla vita moderna; il 4 aprile è la volta di Intelletto e sentimento: Camille Claudel, scultrice di fine secolo;mentre l’11 dello stesso mese si parlerà de La musica al femminile: Fanny Hensel nata Mendelssohn; tema del 19 aprile è Note d’amore. Musica e corteggiamento nell’Ottocento. Gli incontri si chiudono il 24 maggio con Le donne e l’atelier dell’artista nell’Ottocento. Da modella a intenditrice. Gli appuntamenti si svolgono al Museo del Risorgimento, al Museo e Biblioteca Internazionale della Musica ed al Collegio Artistico Venturoli; con interventi di Ilaria Chia, Ornella Chillè, Jadranka Bentini e Maria Chiara Mazzi.

Comunicazione 3.0 – Parla Zygmunt Bauman – Affaritaliani.it


Alcuni passaggi sono premonitori e scorrono fluidi verso definizioni che difficilmente possono essere contraddette; come sempre poi, il pensiero di chiunque, filosofo, studioso, politologo, che sia, non deve mai per me, essere elevato a dottrina universale, baluardo di bandiera, per il semplice fatto che, in tal modo, il ragionare sul sapere verrebbe a mancare… “C’è una crescente separazione tra potere e politica, che sta conducendo ad un definitivo scollamento. Il potere è evaporato nello spazio globale e non risiede più nello Stato. La politica è rimasta, come prima, localizzata. Questa è la principale causa della nostra incertezza: la discrepanza, la separazione tra potere e politica.

Il potere è l’abilità di fare. La politica è l’abilità di decidere cosa va fatto. “

http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/comunicazione-3-0-parla-zygmunt-bauman.html?refresh_cens