REMO BODEI – PERCHÈ LA PAURA – MAST – BOLOGNA


REMO BODEI – PERCHÈ LA PAURA – MAST – BOLOGNA

Paura per ignoranza e per questo cediamo a false credenze; paura della libertà e per questo scegliamo la servitù; paura dell’altro che è di fronte a noi e che ci rifiutiamo di conoscere; paura dell’altro che è in noi in una sorta di io diviso; paura del limite e per questo cerchiamo in ogni modo di spostare in avanti il momento della morte. Oggi più che mai scontiamo non una ma tante paure.

Per eliminare la paura ci vuole la sicurezza.

Remo Bodei è professore di Filosofia presso la University of California a Los Angeles, dopo aver insegnato a lungo alla Scuola Normale Superiore e all’Università di Pisa. Tra i massimi esperti delle filosofie dell’idealismo classico tedesco e dell’età romantica, si è occupato anche di pensiero utopico e di forme della temporalità nel mondo moderno. Ha inoltre indagato il costituirsi delle filosofie e delle esperienze della soggettività tra mondo moderno e contemporaneo, pervenendo a una riflessione critica sulle forme dell’identità individuale e collettiva.

Introduce Ivano Dionigi

Sapere aude!

Link utili

Hostis – Hospes

Stranieri senza Identità

Il Buon Governo – Lorenzetti

L’ Agente Segreto – Conrad

Fenomenologia ed #Esistenzialismo – Psicologia dell’Io


https://www.cinquecosebelle.it/esistenzialismo-cinque-cose-da-sapere/

ESISTENZIALISMO

La finitudine, come sostanza dell’esistenza, diventa norma dell’esistenza. 

L’io non è un dato psicologico o antropologico, non è un fatto oggettivamente osservabile; è l’esigenza fondamentale verso cui l’uomo muove nella sua ricerca dell’essere, il termine che egli tende a costituire e a fondare nel suo rapporto con l’essere. L’io stesso è perciò trascendente. L’uomo non lo ritrova finché rimane immerso e disperso nella finitudine, cioè nel molteplice eterogeneo dei suoi atteggiamenti insignificanti, ma lo ritrova solo quando assume, su di sé la finitudine e convoglia il molteplice degli atteggiamenti verso l’unità di un compito.

 

Vedi NICOLA ABBAGNANO

 

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G.Giacomo Giacomini

PAUL CLAUDEL – PRESENZA E PROFEZIA, Acqua e Specchio


PAUL CLAUDEL

In noi c’è qualcosa di misteriosamente ormeggiato, una dimora capace di servir di sostegno a quella di Dio….

PRESENZA E PROFEZIA, MISTICISMO PAUL CLAUDEL

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https://youtu.be/84ZA9AmFWyY

Bachelard

 

IL TEMPO, JORGE LUIS BORGES

Storia e Utopia, Remo Bodei


Storia come attesa di un Futuro
Il sublime deforma le armonie e le proporzioni del bello stabilite dall’estetica classica; rimette in gioco il rapporto con l’incommensurabile, lo smisurato, l’assenza di limiti e di strutture; rifiuta di cristallizzare la sensazione e l’immaginazione in forme rigide e compiute; implica una progressiva derubricazione del bello a qualcosa di gradevole, che non coinvolge intense emozioni (si torna così all’originario significato etimologico di bellus, contrazione di*bonulus: carino, grazioso, ma non eccelso).

di Remo Bodei vedi
http://www.tecalibri.info/B/BODEI-R_paesaggi.htm

 

Remo Bodei, intervistato al Festival della Filosofia di Modena del 2016, parla dell’utopia. Il filosofo sardo ricorda che mentre in Tommaso Moro, in Campanella c’era l’idea dell’utopia come pietra di paragone per giudicare il presente, con l’avvertenza però che si trattava di qualcosa di irrealizzabile, nel 1770 Louis-Sébastien Mercier scrive un romanzo intitolato “L’anno 2440”, nel quale sposta la perfezione nel futuro, immaginando che a partire da un presente imperfetto si possa arrivare ad un futuro perfetto. E tutte le rivoluzioni a partire da quella francese hanno avuto presente questa idea: come nella traversata nel deserto Mosè vede la terra promessa da lontano e muore prima di arrivarci, così i rivoluzionari sapevano che la loro terra promessa riguardava le future generazioni.
L’utopia allora secondo Bodei è solo un avvicinamento progressivo ad un’idea di perfezione che magari non si raggiunge mai, ma che non si rinuncia per questo ad inseguire.

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