L’ANGELO DEVASTATO – Vita e vagabondaggi di AnneMarie Schwarzenbach


L’ANGELO DEVASTATO – Vita e vagabondaggi di AnneMarie Schwarzenbach

Io non sono estremamente affine  a questa letteratura femminile,(alto borghese) intrisa di una descrizione parossistica dello stile di vita, drammatico esistenzialista forzato, sempre gonfiato da enfasi(diverso l’esistenzialismo intimo, ateo, riflessivo); non riesco a vedere queste donne come “eroine”, (ne mi risultano seduttive),  la loro confessione, il loro artificio è teatrale, cercato ad ogni costo,(lirismo delle frasi) non un dono…in questo caso sono stata piacevolmente colpita, incuriosita, dalla relatrice, voce narrante, dotta,  e viva, che mi ha acceso un faro  sugli scritti innovativi(ancora da studiare) della Schwarzenbach, da un punto di vista della visione premonitrice sul concetto della modernità  e della incompiutezza che ne deriva e sul ruolo strategico di certe zone ( vedi i viaggi) a cavallo dello scoppio della seconda guerra. A me cari, il senso della ricerca, del vero, e dell’introspezione; l’autoanalisi è fondamentale ma non ti mette veramente in gioco, te la racconti e lo sa solo chi ha fatto percorsi…(In seguito svilupperò i miei appunti)

 

Foto di Marianne Breslauer

Galleria Fotografica

L’#ASSOLUTO, IL #VERO, LA #MODERNIZZAZIONE, L’#INCOMPIUTEZZA

 

Centro Amilcar Cabral

http://www.centrocabral.com/

 

 

#MarcellaEmiliani

 

http://centrocabral.com/1672/Annemarie_Schwarzenbach

Ella Maillart – Double Journey

Incontro con Vito Mancuso – Biblioteca dell’Archiginnasio 28 ottobre 2017″ 


La differenza rilevante non passa tra credenti e non credenti, ma tra pensanti e non pensanti.

Norberto Bobbio

#vitomancuso “Il bisogno di #pensare”

Ebbene io vi chiedo: quale punto di appoggio avete per sollevare il vostro mondo dalle bassure dell’esistenza quotidiana? Oppure non ve ne curate? Oppure preferite stare bassi, rasoterra, a volte perfino strisciare, perché si fa meno fatica e non c’è pericolo di cadere?

“Il bisogno di pensare”

Coloro che non sono innamorati della bellezza, della giustizia e della sapienza sono incapaci di pensiero.

Hannah Arendt


Individui


Nasciamo e moriamo come individui, non come familia; siamo individui che stipulano accordi, il cui obbiettivo è la sopravvivenza ad ogni costo. Su questo si basa(si deve) la società, non sulla “schiavitù”. @kolonistuga

Link all’Immagine sotto

Guarda “AUDIO – Michel Foucault: Spazializzazione e potere” su YouTube


https://youtu.be/UhteYTosWjE

« Le utopie consolano; se infatti non hanno luogo reale si schiudono tuttavia in uno spazio meraviglioso e liscio; aprono città dai vasti viali, giardini ben piantati, paesi facili anche se il loro accesso è chimerico. Le eterotopie inquietano, senz’altro perché minano segretamente il linguaggio, perché vietano di nominare questo e quello, perché spezzano e aggrovigliano i luoghi comuni, perché devastano anzi tempo la «sintassi» e non soltanto quella che costruisce le frasi, ma quella meno manifesta che fa «tenere insieme»…le parole e le cose. È per questo che le utopie consentono le favole e i discorsi: si collocano nel rettifilo del linguaggio, nella dimensione fondamentale della fabula; le eterotopie (come quelle che troviamo tanto frequentemente in Borges) inaridiscono il discorso, bloccano le parole su se stesse, contestano, fin dalla sua radice, ogni possibilità di grammatica, dipanano i miti e rendono sterile il lirismo delle frasi »

(tr. it. Milano, Rizzoli, pp. 7-8)

 

“Jürgen Habermas on the European Union” 


Lo slogan è “non più visioni, ma competenza nelle soluzioni”

Articolo

Da filosofico.net

 

 Link al libro

Link

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Da filosofico.net

“Verbalizzare il sacro” di Jürgen Habermas

Archiginnasio, Ai tempi della Balla Grossa, Mostra a Bologna


#mostra

Ai tempi della Balla Grossa.


Le imprese criminali di un’associazione di malfattori nella #Bologna postunitaria

L’esposizione, curata da Marcello Fini, racconta, attraverso fotografie, articoli di quotidiani, testi a stampa e litografie (tutti provenienti dalle raccolte dell’Archiginnasio), le imprese delittuose compiute da audaci gruppi di criminalità organizzata a #Bologna nei primi anni dopo l’Unità, nonché le vicende processuali che ne scaturirono. Centodieci imputati, ventitré capi d’accusa diversi, ma tutti riconducibili alla medesima organizzazione criminale e sei mesi ininterrotti di lavori: il processo contro l’“Associazione di malfattori”, – conosciuto come “Causa Lunga“- che si aprirà il 26 aprile 1864 nella sala d’Ercole del palazzo Comunale davanti alla Regia Corte di Assise del Tribunale di Bologna è considerato dagli storici come il primo istruito nell’Italia unita contro un’associazione malavitosa organizzata.

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Cenni Storici, Bibliografia utile