“LABORATORIO DI ETICA. I GRANDI MAESTRI – MAST


Laboratorio di Etica con Vito Mancuso e Armando Buonaiuto, 2 lezioni delle 4 in programma al Mast, purtroppo cancellate a causa dell’epidemia Covid-19

Laboratorio di Etica 2020

Si pone questi obiettivi il Laboratorio di Etica di Vito Mancuso, il format a cura di Elastica che dopo il successo della prima edizione torna a Bologna negli spazi dell’Auditorium della Fondazione MAST con un ciclo di quattro lezioni per approfondire il ruolo di Socrate, Buddha, Confucio e Gesù, i Grandi Maestri che sono all’origine delle diverse tradizioni etiche e spirituali dell’umanità. 

“Vale a dire – spiega Mancuso  – illuminare il messaggio di fondo, nella convinzione, come diceva Bergson, che ogni grande pensatore ha detto sempre e solo una cosa sola; esplicitare la dimensione etica vera e propria, anche alla luce della storia degli effetti scaturita lungo i secoli; infine confrontarci con la nostra attualità, un po’ nella linea di quanto Benedetto Croce a suo tempo fece con Hegel scrivendone ‘ciò che è vivo e ciò che è morto’”.

Ogni incontro si aprirà con una introduzione filosofica di Mancuso, cui seguirà l’interpretazione e il commento di Armando Buonaiuto, uno dei protagonisti del pensiero contemporaneo e curatore della rassegna culturale “Torino Spiritualità”. I due si confronteranno sulla figura presa in esame per poi aprire il dibattito al pubblico, che potrà così approfondirne ogni aspetto.

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Laboratorio di Etica

BUDDHA

….speriamo di poter recuperare presto gli altri 2 appuntamenti, su Gesù e Confucio


Laboratorio di Etica


La forza di essere migliori – Vito Mancuso


La forza di essere migliori – Vito Mancuso

Perchè il mondo è così bello e produce tanto dolore?

Viviamo secondo un modello di sviluppo che adora gli oggetti, non la lettura, la cultura, la partecipazione sociale e politica. Consumiamo, inquiniamo, ma così devastiamo noi stessi e il nostro pianeta. Essere migliori è diventato quindi un’urgenza, e il lavoro etico e spirituale una necessità non rimandabile. Ma come far nascere, in noi, il desiderio di praticare il bene? Dove trovare una motivazione che sappia liberarci dalle catene dell’effimero/della società, una forza motrice che dia impulso al nostro costante bisogno di guarigione e al nostro infinito desiderio di bellezza?

Vito Mancuso

La questione è dove si possa trovare la forza per questa crescita della volontà e della consapevolezza che ci conduce al passaggio dal vivere all’esistere e ci fa essere migliori. Io penso che essa sia dentro di noi; in particolare nel nostro passato, nella grande sapienza che il passato ancora oggi ci trasmette. È grazie agli antichi che siamo qui, è grazie a loro che possiamo parlare e prima ancora pensare. Il nostro linguaggio viene da lontano, e insieme al linguaggio anche la sapienza e la saggezza in esso condensate. In questo libro cercherò di contribuire alla crescita della nostra consapevolezza e della nostra volontà per recuperare capacità di controllo sul nostro futuro, e lo farò attingendo per lo più al nostro passato. È infatti il passato la fonte della nostra energia spirituale, le sue immense ricchezze sono i giacimenti di gas naturale e i pozzi di petrolio della nostra interiorità. Se spezziamo i legami con il nostro passato rimaniamo senza fonti di energia spirituale, quindi incapaci di generare quell’autocontrollo che si traduce in etica e quel controllo che si traduce in una politica degna di questo nome, finendo vittime di un potere privo di visione e della paura che esso genera in noi. Se al contrario rafforziamo i legami con il nostro passato, dal tesoro della sua sapienza spirituale può sorgere dentro di noi la forza in grado di alimentare la nostra volontà e la nostra consapevolezza, e così renderci capaci di affrontare la sfida di rimanere umani. O forse meglio, di iniziare a diventarlo. (Vito Mancuso)


Questa è una società che ti vuole sempre al top delle prestazioni, nella forma fisica, ti vuole super giovane, super bello. Tutto ciò può avere anche il suo riscontro positivo, ma quando diventa fonte di agonismo permanente nei confronti degli altri percepiti sempre come competitor, la vita diventa una corsa che ci toglie il fiato, ci mette ansia, ci rende infelici e ci dà un senso di frustrazione.

Da un’intervista sulla Gazzetta di Modena