Le Vie della Parola 2022 _ Bologna


LE VIE DELLA PAROLA

RESISTENZA, RAGIONE, ICONICO, INNOVAZIONE

Le vie della parola è la rassegna promossa da CUBO Unipol in collaborazione con il Settore Biblioteche comunali e con Società editrice il Mulino nell’ambito del Patto per la Lettura di Bologna dedicata ai libri, a lettorə e a tuttə coloro che sono in cerca di strumenti per trovare nuove chiavi di lettura del presente che ci raccontino il nostro tempo in modo originale.

L’intento della quarta edizione è intraprendere un viaggio, non solo letterario, lungo la via percorsa da quattro parole chiave che mettono in luce aspetti del passato e del presente che ci consentono di tracciare una linea verso il futuro che vogliamo disegnare
Quattro incontri su quattro parole da scomporre e ricomporre, usate, abusate, trendy, che appaiono, scompaiono, parole chiave, parole passepartout.
Quattro occasioni per approfondire, raccontare, conoscere, riconoscere.

Ragione

Il 55°Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese evidenzia come le tante aspettative tradite nell’ultimo periodo di crisi sanitaria, economica e sociale abbiano generato il sonno della ragione, provocato una fuga nel pensiero magico e alimentato il negazionismo storico e scientifico.

L’irrazionale ha infiltrato il tessuto sociale trovando spazio nel discorso pubblico, scalando classifiche di vendita dei libri, occupando le prime serate televisive. Le scienze sociali raccolgono la sfida di risvegliare la Ragione applicando modelli matematici e statistici alle questioni che questa modernità ci impone.

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Iconico

L’aggettivo “iconico” – dal greco eikon, immagine – è sempre più utilizzato e ha finito per invadere ogni campo della lingua; ormai persino la parola “iconico” è divenuta iconica, un termine “di moda” per etichettare l’oggetto che si vuole indicare come rappresentativo di un insieme più ampio: un periodo, una cultura, luogo o corrente ma spesso banalizzando e semplificando.

In quella che viene definita “l’età dell’immagine” occorre invece riconoscere e riscoprire proprio la complessità degli elementi che emerge dalla lettura di un’immagine.

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Busy Bragging – “gym-a-holic” 


Busy Bragging

Un meccanismo perverso, una assurdità

Quel che penso?

Tra zombie, lobotomizzati, analfabeti funzianali, bias cognitivi, testosterone militare, pensieri populisti…beh direi che le prospettive per una società migliore sono confortanti. (Da leggere con tragica ironia)

SIAMO SCHIAVI DELL’IDEA CHE PIÙ SIAMO IMPEGNATI E MENO CI RILASSIAMO, PIÙ VALIAMO COME PERSONE

Per ricostruire la storia del busy bragging, Schulte ha intervistato Ann Burnett, che studia gli effetti del linguaggio sulla realtà. Burnett ha dedotto che, dopo la metà del secolo scorso, è aumentato l’uso di parole che rimandano a un’idea di frenesia, di velocità, di assenza tempo, come se queste rappresentassero un segno identitario condiviso. “Le persone fanno a gara per essere occupate”, dice Burnett. “Se sei impegnato, sei importante. Stai conducendo una vita piena e degna”. Se essere indaffarati è una virtù, che aumenta il valore individuale, alcune persone hanno iniziato a fuggire dal cosiddetto ozio, oggi ritenuto come un’attività avvilente. Pare che non avere nulla da fare sia una delle più grandi paure degli ultimi decenni. Come sostiene lo scrittore e illustratore Tim Kreider nell’articolo The Busy Trap, “la frenesia serve come una sorta di rassicurazione esistenziale”.

https://thevision.com/attualita/busy-bragging/

Nel trattato La teoria della classe agiata del 1899 il sociologo Thorstein Veblen scriveva che “la palese astensione dal lavoro è il segnale convenzionale di uno status pecuniario superiore”, ma oggi la situazione sta in parte cambiando. Se lavorare tanto ed essere sempre indaffarati fa aumentare il nostro valore sociale, il fatto di poter disporre di molto tempo libero – pur continuando a essere, in certi casi, un lusso – è sintomatico dell’essere poco richiesti. “Gli status symbol tradizionali”, dice Bellezza, “dall’orologio di lusso alla barca, hanno il potere di farci sentire membri di un’élite, certo, ma sono pur sempre oggetti esterni. L’essere richiesti è legato più strettamente alla nostra individualità”. 

E ancora sull’ossessione del fitness

” Il rischio è essere fagocitati dalla rappresentazione di se stessi, e diventare in tutto e per tutto il proprio utente. Per quanto riguarda l’aspetto fisico, dunque, il tempo e il denaro che molti investono sui loro corpi spesso è mosso dal desiderio di alimentare il proprio avatar, lavorando sulla propria immagine non per trovare il proprio benessere fisico, ma per trasformarla in contenuto da mostrare ai propri follower. Inoltre, le donne – come aveva già riportato uni studio del Journal of Health Psychology risalente al 2008 – provano cattivo umore, depressione e ansia dopo soli 30 minuti di visione di riviste di fitness che promuovono un “ideale atletico”. I social, e Instagram in particolare, non hanno fatto altro che far aumentare esponenzialmente queste sensazioni.”

“Le conseguenze della fitness culture vanno oltre la semplice frustrazione: l’ultima revisione del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) classifica l’esercizio fisico compulsivo tra i disturbi da dipendenza comportamentale.”


Limes, La Russia cambia il mondo – Bologna


La Russia cambia il monda

Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes, presenta il numero di marzo con Federico Petroni, consigliere di redazione e analista geopolitico e Mariangela Pira di Sky TG24. Introduce Fabrizio Talotta, presidente Associazione Geopolis.

Il libro
📓 ‘Limes’ è la principale rivista italiana di geopolitica e l’ultimo numero cerca di capire e approfondire le cause e le ragioni della guerra tra Russia e Ucraina.
Perché Putin ha aggredito l’Ucraina,
lo spazio russo diventerà un buco nero?, la guerra ridisegna la carta d’Eurasia: sono le domande a cui si cerca di dare risposta.
“Le repubbliche del Donbas”, “Zelens’kyj e il peso degli oligarchi”, “L’espansione della Russia dalla Siria al Libano” i titoli di alcuni articoli presenti e di cui si parlerà in questo appuntamento.

L’incontro è realizzato in collaborazione con Associazione Geopolis, Gruppo editoriale Gedi e laFeltrinelli Librerie.


Didi Huberman – Fondazione Mast Bologna


George Didi-Huberman

La fotografia come strumento per il pensiero: dall’Archivio all’Atlante

Conferenza

Didi-Huberman ha, da sempre, tenuto insieme la questione estetica dell’immagine, cioè la sua qualità sensibile e legata a una fruizione dei sensi, con il valore epistemico di ogni apparato iconografico o iconologico. Se l’immagine ci riguarda è perché ci permette di entrare in relazione con la realtà; perché istituisce rapporti di forza o di debolezza con la verità del mondo. L’immagine è, in qualche modo, sintomo della vitalità nascosta del reale, del corpo sommerso della realtà. Studiare le immagini è un modo per comprendere il mondo. Non la totalità del mondo, non la Verità del mondo. L’immagine non dice mai tutta la verità.

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Atlanti e fantasmi

In che termini l’attenzione per l’iconologia degli intervalli, per la vista d’insieme come modello cognitivo, va a scapito di un approccio analitico? Una questione di metodo ma anche di geopolitica della storia dell’arte. Dal punto di vista anglofono, la montagna di pubblicazioni sulla questione o lo statuto delle immagini tipica della Francia (e, per emanazione, dell’Italia) suscita diverse perplessità. La loro pratica della storia dell’arte è segnata, al contrario, da una spiccata matter-of-factness, da un’attenzione frenetica per la produzione artistica. 

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Enagrammi

Sulla mostra Out of join


Vito Mancuso – Non di solo pane vive l’uomo – MAST – Lectio Magistralis


Non di solo pane vive l’uomo – MAST

Vito Mancuso

Non di solo pane vive l’uomo

Libertà: Consapevolezza, Creatività, Responsabilità

Parte Finale

Noi siamo un essere impastato di tempo….

Uscita

«Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescentequanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di mee la legge morale dentro di me.» (Epitaffio di I. Kant, estratto dalla Critica della ragion pratica, Conclusione (Akademie Ausgabe V, 161.)


Le sei emozioni primarie (secondo Damasio)

PAURA, RABBIA, FELICITÀ, TRISTEZZA, SORPRESA E DISGUSTO

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CONFINI – ACCADEMIA DELLE SCIENZE – BOLOGNA – Qohelet.La domanda Vanità delle cose umane?


GUSTAVO ZAGREBELSKY – autore di “Qohelet. La domanda” – Il Mulino.
Vanità delle cose umane? Dialogo dell’autore con #VitoMancuso

Confini – Accademia delle Scienze – Bologna

Confini, Cicli di Conferenze

L’Accademia delle Scienze di Bologna riapre le attività in presenza con un ciclo di sette incontri (14 ottobre – 23 novembre 2021) dal titolo “Confini”.
Una riflessione a più voci sulla grande trasformazione del nostro presente che prende le mosse dal tema dei confini, linee che delimitano un territorio rispetto a un altro, rigorose quando si tratta di frontiere fra Stato e Stato, ma incerte, mutevoli o immaginarie quando riguardano situazioni economiche, sociali, civili, personali.
Lucio Caracciolo, Gustavo Zagrebelsky, Carlo Trigilia, Pierluigi Viale, Marco Revelli, Aldo Schiavone, Piero Ignazi sono gli studiosi che racconteranno i nuovi e i vecchi confini nel mondo globalizzato e pandemico intrecciando geopolitica, partiti, populismi, economia, medicina, condizione umana.

ACCADEMIA DELLE SCIENZE BOLOGNA

“Qohelet. La domanda” – Il Mulino.
Vanità delle cose umane?

GUSTAVO ZAGREBELSKY – autore di “Qohelet. La domanda” – Il Mulino.
Vanità delle cose umane? Dialogo dell’autore con Vito Mancuso

I dialoghi di Trani – Qohelet. Lectio di Gustavo Zagrebelsky

«In una cartolina gettata da un “trasporto” ad Auschwitz, fortunosamente salvata, leggiamo: “Apro a caso la Bibbia e trovo questo: “Il Signore è il mio alto ricetto”. Sono seduta sul mio zaino nel mezzo di un affollato vagone merci \[…\] La partenza è giunta piuttosto inaspettata, malgrado tutto. \[…\] Abbiamo lasciato il campo cantando, papà e mamma sono molto forti e calmi, e così Mischa. Viaggeremo per tre giorni. Grazie per tutte le vostre buone cure. \[…\] Arrivederci da noi quattro”»: Zagrebelsky cita Etty Hillesum, scrittrice ebrea olandese vittima dell’Olocausto nazista nel lager di Auschwitz a soli 29 anni. È morta probabilmente cantando, con quella letizia tutt’altro che frivola che contraddistingue la storia di questa incredibile testimone del Novecento: «Tutti questi sono certamente “segni”. Riceverli o respingerli è un fatto personale. Chi sì, e chi no. Chi avrà la fortuna, o la grazia, di dire sì avrà sconfitto la tristitia con un sovrappiù di laetitia fino al momento estremo della vita», conclude un ‘misterioso’, tormentato ma comunque colpito Gustavo Zagrebelsky.

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Festival Pandora 2021 _ La Nuova Frontiera – Incontri


Un patto per la conoscenza e i saperi

Incontri Pandora Rivista

Istruzione, Formazione e Sviluppo

Patrizio Bianchi, Stefano Bonaccini, Sonia Bonfiglioli, Francesco Ubertini

Stringere patti è indispensabile, oggi si gioca solo in squadra

Ubertini

Dovere delle Università, Open & Engaged

Non avere paura del cambiamento. Complementarietà

Bianchi

Rivedere i nostri saperi, in modo fluido. L’impresa non si ferma al Conto Economico

Bonfiglioli

Investire sul capitale umano

Bonaccini

L’energia del mondo

Sostenibilità, Transazione Energetica, Scenari Internazionali

Romano Prodi, Ministro Giovannini, Valeria Tertini

Sostenibilità Ecologica


Vito Mancuso _ Pandora Rivista 2021 _ Jaspers


Pandora Rivista – Festival

La condizione spirituale del nostro tempo

Il compito del pensiero è quello di guardare la condizione dell’Io invisibile

La condizione spirituale del nostro tempo

Vito Mancuso appuntamenti

...Quello che è necessario ora, dopo un periodo di decostruzione è essere chiari, la chiarezza è prima di tutto, chiarezza nel linguaggio…


  • L’isola dei morti di Arnold Boecklin
    L’isola dei morti di Arnold Boecklin prima versione (di 5)1883 “Chi guarda questo quadro deve aver timore di disturbare il solenne silenzio con una parola espressa ad alta voce” L’interpretazione,il viaggio, il simbolismo Collegamenti: http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/08/22/emil-cioran-pensieri-e-arnold-bocklin-l’isola-dei-morti-pronto/… Altro
  • Leggerezza
    Oggi mi sento leggera, sono appagata da questo freddo intenso, ho fatto acquisti che mi hanno soddisfatta e “sottolineano” il mio “carattere”, riesco quindi ad essere meno provocatrice del solito;(oppure pesante). Solitamente per mè l’inizio… Altro
  • Territorialità
    Conservare il futuro attraverso la Territorialità
  • Errori ed Orrori
    Come è possibile che una parola di 9 lettere venga scambiata per una di 10? Come è possibile che ci sia tanta superficialità e cosi poca professionalità? Come è possibile che accada in ambito medico?… Altro
  • Tin Tin
    10 Gennaio 1929Un OMAGGIO A TIN TINTintin e il suo terrier domestico Snowy, nacquero nel 1929 quando ad Hergé fu chiesto di creare un supplemento per ragazzi del quotidiano, Le Petit VingtièmeHergè inventò: lo stile… Altro

Storia – Vito Mancuso, A proposito del senso della Vita


Custodire il nostro vuoto interiore

Vito Mancuso


Storia – Chi Siamo, Chi Saremo – Laboratorio di Etica – Vito Mancuso, Ilaria Capua


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