Emily Dickinson

Cara Sue –

Una Promessa è più salda di una Speranza, anche se non è reputata così tanto – La Speranza non ha mai conosciuto Orizzonte – Lo Sgomento è la prima mano che ci viene tesa – Il primo velame della Disperazione non dev’essere lasciato durare – Perché serrerebbe lo Spirito, e nessuna intercessione potrebbe darsi – L’Intimità col Mistero, dopo un lungo Intervallo, ne usurperà il posto – Muovendosi nel Buio come Navi Cariche nella Notte, anche se non c’è Rotta, c’è Immensità –

La vastità non può essere perduta – Non Gioia, ma un Destino È la Deità – La sua Scena, l’Infinito – Il cui Cancello del sapere era chiuso così bene Prima che il mio Fusto fosse in seme, Che nemmeno la spinta di un Presagio Poté creare un Varco in esso – Il Mondo che tu hai aperto Si chiude per te, Ma non solo, Noi tutti ti abbiamo seguito – Una fuga più lenta Verso le tue Distese di Splendore – La Tenda è all’erta, Ma le Truppe sono andate! (1)

Emily –

[1142]

L’impalcatura sorregge la casa finché la casa non è costruita, ed allora l’impalcatura cessa, e adeguata, diritta, la casa si sa reggere da sola e ormai più non ricorda l’augure o il falegname: tale preparazione ha la vita perfetta – un passato di tavole, di chiodi di lentezza – poi l’armatura cade proclamandola un’anima.

c. 1863-69 Emily Dickinson

Sullo Stagno


Il Regno dei Sogni, fuori dalla Realtà
Claude Monet, Lo stagno delle ninfee armonia in verde 1899
Musèe D’Orsay, Parigi
Sullo Stagno
Sul grigio stagno ove alta è già la neve,
un airone è in volo, candido e lieve.
Dalla sponda io, qui solo
assisto muto al volo,
e, fatto schermo agli occhi con la mano,
guardo, guardo lontano.
                                                    Li Po
                               (Vers. di M. Spiritini).
Sullo Stagno
Metrica: Endecasillabi e settenari. Rima Baciata
Parte l’airone dallo stagno che oramai, a causa della neve, non gli offre più nulla.
Il poeta ne segue il leggerissimo volo, e, ignorandone la meta, provoca un senso di rapimento che gli impedisce di parlare (muto). Il suo sguardo si perde lontano dietro all’airone che lo trasporta in un regno di sogni,
 fuori dalla realtà.


Da L’AQUILONE di D.Consonni – L.P.Mazza
Antologia Italiana per la Scuola Media
Società Editrice Internazionale
1959
Li Po (700 circa-762 d. Cr.)
E’ considerato da taluni critici come il più grande poeta cinese, vissuto nel periodo del massimo splendore della poesia in Cina.
Oggi, in questa giornata di fine Gennaio, la neve ricopre la terra
e vedo le lepri, padrone del campo, sembrano appoggiate,
magiche e sognanti. Aspetto lo scatto, improvviso, senza meta
e le inseguo con lo sguardo, che poi si perde, dietro i confini
della finestra; ma fuggo con loro
e mi rimane lo stupore ed il sorriso.
Incontro questa poesia sull’Antologia di mio Padre lì pronta 
a sottolineare l’emozione vissuta.