REMO BODEI – PERCHÈ LA PAURA – MAST – BOLOGNA


REMO BODEI – PERCHÈ LA PAURA – MAST – BOLOGNA

Paura per ignoranza e per questo cediamo a false credenze; paura della libertà e per questo scegliamo la servitù; paura dell’altro che è di fronte a noi e che ci rifiutiamo di conoscere; paura dell’altro che è in noi in una sorta di io diviso; paura del limite e per questo cerchiamo in ogni modo di spostare in avanti il momento della morte. Oggi più che mai scontiamo non una ma tante paure.

Per eliminare la paura ci vuole la sicurezza.

Remo Bodei è professore di Filosofia presso la University of California a Los Angeles, dopo aver insegnato a lungo alla Scuola Normale Superiore e all’Università di Pisa. Tra i massimi esperti delle filosofie dell’idealismo classico tedesco e dell’età romantica, si è occupato anche di pensiero utopico e di forme della temporalità nel mondo moderno. Ha inoltre indagato il costituirsi delle filosofie e delle esperienze della soggettività tra mondo moderno e contemporaneo, pervenendo a una riflessione critica sulle forme dell’identità individuale e collettiva.

Introduce Ivano Dionigi

 

Sapere aude!

Link utili

Hostis – Hospes

Stranieri senza Identità

Il Buon Governo – Lorenzetti

L’ Agente Segreto – Conrad

LAMBERTO MAFFEI, PERCEZIONE, ARTE, TEMPO


#LAMBERTOMAFFEI, #PERCEZIONE, #ARTE, #TEMPO

Fondazione Golinelli

La conferenza ripercorre l’esplorazione del fenomeno artistico effettuata dalle neuroscienze negli ultimi decenni. L’opera d’arte attiva nei fruitori complessi effetti di organizzazione e riorganizzazione della memoria su cui agiscono in modo potente le emozioni. Lamberto Maffei (direttore Istituto di Neuroscienze CNR e Professore di Neurobiologia Scuola Normale Superiore di Pisa) si interroga su come un opera d’arte possa generare le interpretazioni più diverse a livello di corteccia cerebrale, analizzate tramite il suo corredo genico unico e la sua esperienza individuale. Maffei restituisce così una interpretazione più articolata dell’affascinante avventura dell’arte.

Lamberto Maffei, Opificio Golinelli

I’m Nobody! Who are you?

Are you – Nobody – too?

Emily Dickinson 1891 poems2, citata da Maffei

Tempo, Jorge Luis Borges

#PERCEZIONE

#ARTE

ELOGIO DELLA LENTEZZA

MARINO GOLINELLI

ROSANNA CHIESSI, PARI&DISPARI,


MAMBO BOLOGNA

Il MAMbo prosegue nella programmazione espositiva della Project Room, dedicata a una ricognizione di protagonisti e vicende tra le più significative per la storia artistica del territorio, presentando un focus dedicato a Rosanna Chiessi, a cura di Lorenzo Balbi e organizzato in collaborazione con l’Archivio Storico Pari&Dispari – Rosanna Chiessi e Comune di Reggio Emilia Biblioteca Panizzi.

PARI&DISPARI

Rosanna Chiessi

L’esposizione intende omaggiare, con rinnovata attenzione, una straordinaria protagonista dell’arte italiana ed internazionale, al cui nome si deve un impegno fondamentale per la conoscenza e la diffusione di alcune delle avanguardie più influenti del secondo Novecento: area concettuale italiana, poesia visiva, Azionismo Viennese, movimenti Fluxus e Gutai, arte performativa. Il progetto consente dunque di riscoprirne l’intensa avventura – per la prima volta in un contesto museale dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2016 – attraverso alcune delle testimonianze più rilevanti della sua attività che, negli anni Settanta, ha trasformato Reggio Emilia e Cavriago in crocevia di correnti artistiche di eccezionale rilievo.

Proiezione video Rosanna Chiessi, L’ULTIMA INTERVISTA, dagli esordi a Shimamoto

Fenomenologia ed #Esistenzialismo – Psicologia dell’Io


https://www.cinquecosebelle.it/esistenzialismo-cinque-cose-da-sapere/

ESISTENZIALISMO

La finitudine, come sostanza dell’esistenza, diventa norma dell’esistenza. 

L’io non è un dato psicologico o antropologico, non è un fatto oggettivamente osservabile; è l’esigenza fondamentale verso cui l’uomo muove nella sua ricerca dell’essere, il termine che egli tende a costituire e a fondare nel suo rapporto con l’essere. L’io stesso è perciò trascendente. L’uomo non lo ritrova finché rimane immerso e disperso nella finitudine, cioè nel molteplice eterogeneo dei suoi atteggiamenti insignificanti, ma lo ritrova solo quando assume, su di sé la finitudine e convoglia il molteplice degli atteggiamenti verso l’unità di un compito.

 

Vedi NICOLA ABBAGNANO

 

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G.Giacomo Giacomini

Sergio Givone: il bello e il brutto – Rai Arte e il Bello nella Filosofia – RD2018


#RD2018

ENTUSIASMO…FERITA AL CUORE

La dove c’è Bellezza c’é generazione dell’ Eterno

http://www.arte.rai.it/articoli/sergio-givone-il-bello-e-il-brutto/22628/default.aspx

Sergio Givone ci parla di bellezza: cosa intendiamo con bellezza, da dove vengono ispirazione e creatività, qual è il rapporto tra il bello e il brutto… Un’intervista su un concetto che utilizziamo quotidianamente – e che ricerchiamo nella nostra vita – dai confini incredibilmente incerti. L’intervista è divisa in diverse unità, ognuna della quali si concentra su un aspetto peculiare della bellezza. Questo brano in particolare è dedicato al rapporto tra bellezza e bruttezza.

Sui temi dell’arte e della bellezza Sergio Givone è stato ospite degli incontri organizzati nel 2013 dal Cortile dei Gentili, un progetto promosso da mons. Gianfranco Ravasi dove si affrontano i grandi temi dell’umanità cercando un confronto tra credenti e non credenti.

Speciale KUM! Festival – Curare, Educare, Governare 2017 – Rai Filosofia


http://www.kumfestival.it/

“KUM è una parola forte e antica, rimanda alle molteplici dimensioni del curare e del prendersi cura. Talithà, kum! è l’esortazione che Gesù rivolge in aramaico alla fanciulla che ha appena risanato: Alzati, fanciulla!. KUM è un colpo che sveglia, è il modo di ripartire, di rimettersi in movimento”. Rai Filosofia ha seguito la prima edizione del Festival diretto dallo psicoanalista lacaniano Massimo Recalcati, dedicato ai temi del welfare, della politica sanitaria, del disagio, della cura e delle sue possibili declinazioni filosofiche e sociali e che si è svolto all’interno della Mole Vanvitelliana, antico Lazzaretto della città, un luogo da sempre destinato alla cura., Hanno risposto alle nostre domande, oltre a Massimo Recalcati, il filosofo francese Bernard Stiegler, la filosofa Adriana Cavarero, lo storico Franco Cardini, lo psicoanalista junghiano Romano Màdera, il critico cinematografico Andrea Bellavita, il docente di antropologia filosofica Federico Leoni, lo psicanalista Alex Pagliardini, il docente di filosofia teoretica Rocco Ronchi e Adriana Campo del Centro di Psicoanalisi e Filosofia Après-Coup dell’Università dell’Aquila.

http://www.filosofia.rai.it/speciale/speciale-kum-festival-curare-educare-governare-2017/2032/40473/default.aspx

 “Mauro Felicori al Centro Arti e Scienze Golinelli” 


“La normale sfida dell’efficienza”. Si basa su quello che dovrebbe essere un assunto dogmatico il compito di Mauro Felicori, un lungo passato da dirigente nel settore cultura del Comune di Bologna e un presente vivissimo come direttore generale della Reggia di Caserta, ospite del secondo incontro aperto al pubblico, nell’ambito della summer school Entrepreneurship in humanities al Centro Arti e Scienze Golinelli rivolta a 35 partecipanti. Una sfida che in questi anni è passata attraverso la rivoluzione Franceschini, quella riforma del 2014 che ha modificato l’organizzazione e il funzionamento dei musei statali, rendendoli molto più autonomi e separandoli dalle soprintendenze. Una sfida che, numeri alla mano, ha fatto schizzare la Reggia di Caserta fra i dieci musei statali italiani più visitati nel 2017 con un aumento del 23%.

Felicori a un pubblico di studenti che un giorno, forse, lavorerà nel settore dei beni culturali propone una radiografia schietta: “C’è un abisso fra l’attuale e la possibile gestione dei beni culturali in Italia. Vi è una pessima gestione a fronte di enormi potenzialità. Finché il bene culturale è vissuto come un costo da alimentare con la spesa pubblica non si andrà molto lontano”. L’altra strada, invece, è quella di considerare la cultura “come una industria, come un bene da far rifruttare, che produce ricchezza, intelligenza e lavoro”. Questa è la svolta: “gestire i musei statali come una impresa, come una azienda privata, offrendo nuovi strumenti legislativi come la trasformazione in fondazioni, a completamento della riforma Franceschini”.

Fondazione Golinelli

Pantagruel – Smart Cities – Le strade delle città del futuro: le città intelligenti vs. imperi roaming


SMART CITIES

https://video.corriere.it/smart-cities-che-punto-siamo/cc5430d6-1c81-11e8-bca3-8aaab49a1cfe

https://www.raiplayradio.it/audio/2018/07/PANTAGRUEL—Strade-daposestate-106ca2bc-af62-41f7-acc0-873b59391eb7.html

Domenica 22 luglio cammineremo per le strade delle città intelligenti partendo dalla domanda: qual è l’idea architettonica e culturale di una città del futuro? Nel 2050 quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in metropoli o in megalopoli. Città intelligenti meglio conosciute come smart cities rappresentano forse il primo passo verso questo tipo di futuro che concepisce le strategie urbanistiche tese all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici attraverso le tecnologie. Non solo le dotazioni di infrastutture materiali della città dunque ma la disponibiltà, la qualità della comunicazione, della conoscenza e delle infrastrutture sociali diventano variabili fondamentali.

 La sfida, per il futuro, è quindi quella di creare città intelligenti, smart cities, adattabili ai sempre nuovi scenari. Ci chiederemo come cambia il tessuto sociale di questo tipo di città assieme alle abitudini dei suoi cittadini. Viaggeremo inoltre per le strade delle città intelligenti di oggi: da Barcellona a Masdar negli Emirati Arabi Uniti.

Ospiti: Paolo Mezzalama, architetto, Francesca Bria, assessore innovazione presso il comune di Barcellona, Sandra Annunziata, urbanista, Azzurra Meringolo, giornalista Rai e docente e ricercatrice dell’Istituto Affari Internazionali, Matteo Tacconi, giornalista esperto di Europa centro-orientale.

Festival: Trent’anni di Fortezza, Laura Palmieri intervista Armando Punzo, fondatore della Compagnia della Fortezza

Supercontinent 2Drodesera, il festival delle arti contemporanee di Centrale Fies,  intervista al direttore artistoico Dino Sommadossi

Le tavole del palcoscenico Racconti d’attore tra fame e fama – Carmelo Bene –di Bruno Damini

L’albero di Pantagruel intervento di Sista Bramini

I miei errori, con il filosofo Giulio Giorello

La poesia: L’io singolare proprio mi, di Patrizia Cavalli 

Bellezza e bizzarria –di Goffredo Fofi – Ciclone sulla Giamaica, film del 1956

https://www.qualcomm.com/solutions/internet-of-things/smart-cities