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Vito Mancuso – Non di solo pane vive l’uomo – MAST – Lectio Magistralis


Non di solo pane vive l’uomo – MAST

Vito Mancuso

Non di solo pane vive l’uomo

Libertà: Consapevolezza, Creatività, Responsabilità

Parte Finale

Noi siamo un essere impastato di tempo….

Uscita

«Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescentequanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di mee la legge morale dentro di me.» (Epitaffio di I. Kant, estratto dalla Critica della ragion pratica, Conclusione (Akademie Ausgabe V, 161.)


Le sei emozioni primarie (secondo Damasio)

PAURA, RABBIA, FELICITÀ, TRISTEZZA, SORPRESA E DISGUSTO

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CONFINI – ACCADEMIA DELLE SCIENZE – BOLOGNA – Qohelet.La domanda Vanità delle cose umane?


GUSTAVO ZAGREBELSKY – autore di “Qohelet. La domanda” – Il Mulino.
Vanità delle cose umane? Dialogo dell’autore con #VitoMancuso

Confini – Accademia delle Scienze – Bologna

Confini, Cicli di Conferenze

L’Accademia delle Scienze di Bologna riapre le attività in presenza con un ciclo di sette incontri (14 ottobre – 23 novembre 2021) dal titolo “Confini”.
Una riflessione a più voci sulla grande trasformazione del nostro presente che prende le mosse dal tema dei confini, linee che delimitano un territorio rispetto a un altro, rigorose quando si tratta di frontiere fra Stato e Stato, ma incerte, mutevoli o immaginarie quando riguardano situazioni economiche, sociali, civili, personali.
Lucio Caracciolo, Gustavo Zagrebelsky, Carlo Trigilia, Pierluigi Viale, Marco Revelli, Aldo Schiavone, Piero Ignazi sono gli studiosi che racconteranno i nuovi e i vecchi confini nel mondo globalizzato e pandemico intrecciando geopolitica, partiti, populismi, economia, medicina, condizione umana.

ACCADEMIA DELLE SCIENZE BOLOGNA

“Qohelet. La domanda” – Il Mulino.
Vanità delle cose umane?

GUSTAVO ZAGREBELSKY – autore di “Qohelet. La domanda” – Il Mulino.
Vanità delle cose umane? Dialogo dell’autore con Vito Mancuso

I dialoghi di Trani – Qohelet. Lectio di Gustavo Zagrebelsky

«In una cartolina gettata da un “trasporto” ad Auschwitz, fortunosamente salvata, leggiamo: “Apro a caso la Bibbia e trovo questo: “Il Signore è il mio alto ricetto”. Sono seduta sul mio zaino nel mezzo di un affollato vagone merci \[…\] La partenza è giunta piuttosto inaspettata, malgrado tutto. \[…\] Abbiamo lasciato il campo cantando, papà e mamma sono molto forti e calmi, e così Mischa. Viaggeremo per tre giorni. Grazie per tutte le vostre buone cure. \[…\] Arrivederci da noi quattro”»: Zagrebelsky cita Etty Hillesum, scrittrice ebrea olandese vittima dell’Olocausto nazista nel lager di Auschwitz a soli 29 anni. È morta probabilmente cantando, con quella letizia tutt’altro che frivola che contraddistingue la storia di questa incredibile testimone del Novecento: «Tutti questi sono certamente “segni”. Riceverli o respingerli è un fatto personale. Chi sì, e chi no. Chi avrà la fortuna, o la grazia, di dire sì avrà sconfitto la tristitia con un sovrappiù di laetitia fino al momento estremo della vita», conclude un ‘misterioso’, tormentato ma comunque colpito Gustavo Zagrebelsky.

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Webinar – NAPOLEONE, L’ITALIA, BOLOGNA


Napoleone, l’Italia, Bologna

Napoleone, i documenti dalla mia collezione.

Ciclo di incontri in occasione del bicentenario della morte di Napoleone I (1821-2021)

L’inizio di quelli che la storiografia italiana definisce come “anni francesi” è sancito per la penisola dalla vittoriosa campagna d’Italia del 1796, guidata dal giovane generale Bonaparte, portatrice anche dei principi della rivoluzione del 1789. Ma è indubbio che fu a partire dal 1805 che l’imperatore, anche re d’Italia, contribuì a dare alla penisola un assetto normativo unitario, se non altro dal punto di vista giuridico ed amministrativo, avviando un processo che avrebbe portato anche al progressivo delinearsi dell’Europa moderna, fondata non più solo sui privilegi, ma anche sul merito. Gli effetti di questi cambiamenti ebbero riflessi sulla politica, l’economia e la società, ma anche sull’istruzione, la cultura e le arti, come effetto dell’importanza che Napoleone aveva accordato allo sviluppo delle scienze e all’istruzione superiore e pubblica come veicolo di formazione delle élites.

Il ciclo di conferenze dal titolo: “…è arrivato Napoleone allo sparo dell’artiglieria ed al suono delle campane della città”. Napoleone, l’Italia, Bologna, riunisce studiosi e studiose di vari ambiti disciplinari – storico, artistico e musicale – e si propone di ripercorre questi diversi aspetti con un focus sulla città di Bologna, senza perdere di vista il più ampio quadro della stagione napoleonica a livello europeo. Il calendario, pensato per il bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte, è stato realizzato a cura del Comitato di Bologna dell’Istituto di Storia del Risorgimento italiano, del Museo civico del Risorgimento di Bologna e con la collaborazione di 8centoAps. Ha ottenuto il patrocinio dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano ed è stato inserito nel programma del Comitato per il Bicentenario napoleonico.

Appuntamenti online, ore 18

Mercoledì 24 marzo | Angelo Varni | Introduzione

Mercoledì 31 marzo | Jadranka Bentini | Ritratto e storia, specchi del potere

Mercoledì 7 aprile | Maria Chiara Mazzi | Napoleone e la musica: dalla musica a Napoleone

Mercoledì 21 aprile | Jadranka Bentini | Le déracinement e l’idea del Louvre

Mercoledì 5 maggio | Mirtide Gavelli, Roberto Martorelli, Elena Musiani, 8cento Aps in diretta dalla Certosa | Napoleone e i Napoleonidi a Bologna

Mercoledì 12 maggio | Lilla Crisafulli | Dall’illusione alla disillusione | il Napoleone di Lord Byron

Mercoledì 19 maggio | Carmine Pinto | Dalle guerre napoleoniche alla fine dello spazio borbonico (1806-1823)

Mercoledì 26 maggio | Maria Chiara Mazzi | Napoleone e la musica: da Napoleone alla musica

Martedì 8 giugno | Alberto Preti | Battere il nemico con le gambe dell’Armée: Napoleone e la manovra di Ulm

Mercoledì 16 giugno | Nicoletta Marini d’Armenia |Guerre napoleoniche e luoghi della memoria in Europa.

Prenotazione obbligatoria scrivendo entro le ore 9 dell’appuntamento a museorisorgimento@comune.bologna.it

Indicare nome, cognome e numero telefonico per eventuali comunicazioni.

Dal 24 Marzo al 16 Giugno 2021


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LE RAGIONI DEL MITO – FILOSOFIA DEL MITO


Le Ragioni del Mito

Programma

Paolo Vinci – “Mito e Tragedia all’alba del ‘900” Lukács, Rosenzweig, Benjamin

“Ernesto di Martino e Claude Lévi- Strauss sul mito”

Marcello Massenzio
Marcello Massenzio
Link al sito

Furio Jesi

Programma di Aprile 2021 –

Le ragioni del mito – Divagazioni sul mito


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Gaston Bachelard, Aria, Acqua e Fuoco – Sociologia dello Spazio – Sogni da Svegli


Psicanalisi delle acque e altri testi

Gaston Bachelard, Aria, Acqua, Fuoco – Sogni da Svegli

“Esistono dunque due forme del pensare: il pensare indirizzato, e il sognare o fantasticare. Il primo, operando con gli elementi del linguaggio, serve a comunicare ed è faticoso e sfibrante. Il secondo, per contro, opera senza sforzo, spontaneamente potremmo dire, con contenuti già belli e pronti e guidato da motivi inconsci. Il primo crea acquisizioni nuove, adattamenti, imita la realtà e cerca di influire su di essa. Il secondo invece volge le spalle alla realtà, mette in libertà tendenze soggettive ed è, per quel che concerne l’adattamento, improduttivo” (5)

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Link al video

Post del mio caro amico Paolo Ferrario

“C’è un’acqua che dorme nel fondo di ogni memoria”

“si può studiare solo ciò che si è prima sognato. La scienza si forma più su una fantasia che su una esperienza e sono necessarie parecchie esperienze per cancellare le nebbie del sogno […]” (32) .

I lavori di Robert Desoille

Sociologia dello Spazio – E.M.Satti

Homesweethome – Poetica del Fuoco

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IMPRESCINDIBILE 1,2,3 -ABOUT ME


 

IMPRESCINDIBILE 1,2,3 -ABOUT ME

 

Sapere, Intelletto

Link al testo

«Qual’ è quindi lo specifico umano: è l’intelletto freddo da cui procedono analisi, tecnica operativa e scienza, oppure è la ragione calda da cui procedono sintesi, arte immaginativa e umanesimo? La distinzione tra intelletto e ragione risale a Immanuel Kant, che nella Critica della ragion pura distinse attentamente l’intelletto (Verstand) dalla ragione (Vernunft), in quella che secondo Hannah Arendt è «la più grande scoperta di Kant». L’intelletto genera conoscenza, la ragione genera significato. Le due cose non sono per nulla uguali: si può avere una grande conoscenza del mondo, e non vedervi nessun significato. A ben vedere, è il problema dei nostri giorni: possediamo una vastissima conoscenza del mondo e della vita, ma non ne vediamo un significato».
#VitoMancuso #ilCoraggioelaPaura #Garzanti

(Mente, Cuore, Pancia)

Esperienza, Emozioni, Empatia

Imprescindibile 1

Abitare, Identità di luogo, Rappresentarsi

Imprescindibile 2

Tempo libero, Condivisione, Cura

Imprescindibile 3

Fenomenologia – Husserl

fenomenologico-trascendentale. (La fenomenologia è l’analisi della coscienza nella sua intenzionalità: essa esamina tutti i modi in cui qualcosa può essere dato alla coscienza ed esamina la validità riconoscibile agli oggetti di coscienza).

Cura

Cura è guardare, fermarsi, essere capaci di sentire gli altri, avere gli altri all’interno del “volume” della propria vita: la cura è sempre un luogo inclusivo. Curare non è guarire: è spendersi, portare l’altro sulle spalle, ma anche portare energie, visione… e portarli sugli altri: se sei un narciso egoista in te non c’è spazio per la cura. Ovviamente questo è un tema che non riguarda solo alcune categorie di persone: ad esempio anche in classe se non hai la cura, nulla funziona.

Quindi quali sono le parole chiave della cura?
La cura è portare armonie e connessioni, è il contrario dell’entropia, del disordine e del rumore caotico a cui siamo abituati. La cura è un progetto di avanzamento sociale, è propria di una società avanzata: possiamo avere anche poche risorse, ma è una questione di visione


  • L’isola dei morti di Arnold Boecklin
    L’isola dei morti di Arnold Boecklin prima versione (di 5)1883 “Chi guarda questo quadro deve aver timore di disturbare il solenne silenzio con una parola espressa ad alta voce” L’interpretazione,il viaggio, il simbolismo Collegamenti: http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/08/22/emil-cioran-pensieri-e-arnold-bocklin-l’isola-dei-morti-pronto/… Altro
  • Leggerezza
    Oggi mi sento leggera, sono appagata da questo freddo intenso, ho fatto acquisti che mi hanno soddisfatta e “sottolineano” il mio “carattere”, riesco quindi ad essere meno provocatrice del solito;(oppure pesante). Solitamente per mè l’inizio… Altro
  • Territorialità
    Conservare il futuro attraverso la Territorialità
  • Errori ed Orrori
    Come è possibile che una parola di 9 lettere venga scambiata per una di 10? Come è possibile che ci sia tanta superficialità e cosi poca professionalità? Come è possibile che accada in ambito medico?… Altro
  • Tin Tin
    10 Gennaio 1929Un OMAGGIO A TIN TINTintin e il suo terrier domestico Snowy, nacquero nel 1929 quando ad Hergé fu chiesto di creare un supplemento per ragazzi del quotidiano, Le Petit VingtièmeHergè inventò: lo stile… Altro
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Naranjo- Lectio Magistralis Enneagramma – Gestalt Biosistemica – Psicodramma”


Claudio Naranjo

Gestalt “La Gestalt come antidoto alla sofferenza universale”

Comunicazione non verbale


9 Tipi

“Intorno al transpersonale”:
intervista a Claudio Naranjo


Psicodramma


Biosistemica


“La Quarta Via” G. Gurdjieff

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Cos’é il confine? Cos’è la soglia? Cos’è l’abbraccio?


Che cos’è il #confine? Cos’é l’#abraccio? #muri #ponti #speranza🍀 #incontri #diversità #soglia

“Ah, tutto è simbolo e analogia! / Il vento che passa, la notte che rinfresca / sono tutt’altro che la notte e il vento, / ombre di vita e di pensiero. / Tutto ciò che vediamo è qualcos’altro”. (Fernando Pessoa, Faust)

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Guarda “Louise Bourgeois – ‘I Transform Hate Into Love’ | TateShots” su YouTube


I DO I UNDO I REDO

Scott-Allure-Menace-Louise-Bourgeois

https://www.newyorker.com/culture/culture-desk/louise-bourgeois-was-more-than-a-sculptor

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Verità e Divenire – Oltre il Linguaggio – Emanuele Severino


SguardosuSeverino_Miligi_Torno_07.pdf

OLTRE IL LINGUAGGIO

EMANUELE SEVERINO

La verità agisce sul divenire, dominandolo, nel senso che gli impedisce di prevaricare, ne annienta la prevaricazione.

L’errore è la convinzione che ciò che non può essere sia.

EPISTÈME E DOXA

La Verità è annientamento

Paolo Ferrario

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Lezioni americane 1988-2018 – Pantheon – Rai Radio 3 – RaiPlay Radio


“… non sono qui per parlare di futurologia, ma di letteratura… La mia fiducia nel futuro della letteratura consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici”

https://www.raiplayradio.it/articoli/2018/05/Lezioni-americane-1988-2018-703217ff-8e94-4efd-92c5-fd4a27b1c0f2.html?wt_mc=2.social.fb.radio3_pantheon.&wt

paolomogliazza_20170402172235_Italo Calvino – Lezioni Americane.pdf

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LA NUBE DELLA NON CONOSCENZA


LA NUBE DELLA #NONCONOSCENZA

#Anonimo

The Cloud of #Unknowing (anonimo)

Link di approfondimento


Bibliografia: Mistica

Google books

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L’altra morte (da L’Aleph)


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L’ora del Diavolo – L’uomo di Porlock – Sogni


FERNANDO PESSOA – ANTONIO TABUCCHI

http://www.letteratura.rai.it/embed/tabucchi-pessoa-e-il-portoghese/98/default.aspx

l'ora del diavolo, Pessoa

Come la notte è il mio regno, il sogno è il mio dominio. pag.25

L’anima vive perchè è perpetuamente tentata, benchè resista. Tutto vive perchè si oppone a qualcosa.

Io sono quello a cui tutto si oppone. pag.10

“E’ che il sogno, signora, è un azione divenuta idea; e che, perciò, conserva, la forza del mondo e ne ripudia la materia, cioè l’essere nello spazio. Non è forse vero che siamo liberi nel sogno?”pag.11

L’Uomo di Porlock

La storia marginale della letteratura registra come curiosità il modo in cui fu composto e scritto il Kubla Kahn di Coleridge.

Questo quasi-poema è uno dei più straordinari della letteratura inglese – la più grande, a parte la greca di tutte le letterature. E la straordinarietà dell’intreccio coesiste e si fonde con la straordinarietà della sua origine. E’ stato composto, racconta Coleridge, in sogno.

Egli soggiornava, di tanto in tanto in una tenuta solitaria, fra il villaggio di Porlock e quello di Linton.

Un giorno, per effetto di un sedativo che aveva preso, si addormentò; dormì tre ore, durante le quali, dice, compose l’opera, poiché le immagini e le espressioni verbali che corrispondevano loro si originavano nella sua mente parallelamente e senza sforzo.

Una volta sveglio, pensò di scrivere quello che aveva composto;

aveva già scritto una trentina di versi, quando gli venne annunciata la visita di un uomo di Porlock.

Coleridge si sentì obbligato a riceverlo.

Passò con lui quasi un ora. Ma al momento di rimettersi a trascrivere quello che aveva composto in sogno,

si accorse di essersi dimenticato il resto; si ricordava solo il finale del testo – altri ventiquattro versi.

E’ così che ci è giunto il Kubla Kahn come frammento o frammenti, il principio e la fine di qualcosa di pauroso, di un altro mondo, raffigurato in termini di mistero che l’immaginazione umana non può concepire, e di cui ignoriamo, con un brivido, quale potrebbe essere stata la trama. Edgar Poe (discepolo, che lo sapesse o meno di Coleridge), non ha mai raggiunto, in versi o in prosa, l’Altro Mondo in modo così spontaneo o con la stessa sinistra pienezza. In Poe, pur con tutta la sua freddezza, rimane qualcosa di nostro, sebbene in forma negativa; nel Kubla Kahn tutto è altro, tutto è Aldilà;

e ciò che non si riesce a decifrare accade in un Oriente impossibile, ma che il poeta ha visto davvero.

Non si sa – Coleridge non ce lo ha detto – chi fosse quell’ uomo di Porlock che tanti, come me, avranno maledetto. Sarà stato per una coincidenza fortuita che è spuntato questo seccatore sconosciuto a disturbare una comunicazione fra l’abisso e la vita? Sarà sorta, tale apparente coincidenza, da qualche occulta presenza reale, di quelle che sembrano impedire di proposito la rivelazione dei Misteri, anche se intuitiva e lecita, o la trascrizione dei sogni, se in essi sia latente qualche forma di rivelazione?

Comunque sia, credo che il caso di Coleridge rappresenti – in forma esasperata destinata a dar vita ad una allegoria vissuta – ciò che capita a tutti noi in quando questo mondo tentiamo, con la sensibilità per cui si fa arte, di comunicare, falsi pontefici, con L’Altro Mondo di noi stessi.

Il fatto è che tutti noi quando componiamo, anche se siamo svegli, è come se lo facessimo in sogno.

E a tutti noi, anche se nessuno viene a trovarci, si presenta nel nostro intimo, L’uomo di Porlock, il seccatore inatteso. Tutto quanto veramente pensiamo o sentiamo, tutto quanto veramente siamo subisce (quando lo esprimiamo anche solo a noi stessi) l’interruzione fatale di quel visitatore che siamo noi, di quella personalità estranea che ciascuno di noi ha in sé, più reale, nella vita. di noi stessi: la somma vivente di ciò che impariamo, di ciò che pensiamo di essere e di ciò che desideriamo essere.

Quel visitatore – perennemente sconosciuto perché, pur essendo noi, – questo seccatore – perennemente anonimo, perché, pur essendo vivo è – tutti noi lo dobbiamo ricevere, per debolezza nostra, fra l’inizio e la fine di una poesia concepita per intero, che non permettiamo a noi stessi di vedere scritta. E quello che di tutti noi, artisti grandi o piccoli, sopravvive realmente, sono frammenti di ciò che non sappiamo cosa sia, ma che sarebbe se ci fosse stato, l’espressione stessa della nostra anima.

Fossimo capaci di essere fanciulli, per non avere visite, né visitatori che ci sentiamo obbligati a ricevere!

Ma non vogliamo far aspettare chi non esiste, non vogliamo offendere l’ estraneo che è noi.

E così, di quello che sarebbe potuto essere, resta solo ciò che è; della poesia, o della opera omnia, solo il principio e la fine di qualcosa andato perduto – disiecta membra che come disse Carlyle, sono ciò che resta di ogni poeta, o di ogni uomo. [ OOP, III, 398-400]

L’Uomo di Porlock, (Fernando Pessoa, Pagine Esoteriche Adelphi, cit. pp 32-35)

 

CORROMPO, CERTO, PERCHE’ FACCIO IMMAGINARE. pag.13

CORROMPO MA ILLUMINO pag. 20

Ugo Fabietti: “Mondi in movimento. Dal nomadismo delle origini a quello globale”


Antropologia Culturale

Secondo Fabietti, l’antropologia non si esaurisce nell’etnografia, ossia nella descrizione di saperi locali attraverso ricerche sul campo, per quanto raffinate. Essa è piuttosto un movimento orizzontale che attraversa le culture per metterle in relazione tra loro, in quanto la cultura stessa è, intrinsecamente, comparativa.

Questa comparazione tra culture differenti alla ricerca di un filo che le metta in relazione non è svolta dall’alto, da un presunto luogo atemporale e sovrastorico, ma coinvolge i suoi stessi presupposti, producendo un discorso sempre in grado di mettersi in discussione.

Inoltre, e soprattutto, questa antropologia è contemporanea perché si è aperta a quelli che Fabietti ha chiamato «nuovi panorami etnici»: oggetto di indagine non sono più solo le società primitive, tribali, pre-letterarie e pre-moderne, ma tutte le società possono essere attraversate dal movimento della comparazione, per trasformare l’alterità in differenza.

Intervista di Fabietti a Marc Augé

Materiale didattico


L’ultimo della classe. Archeologia di un borghese critico (Rizzoli), Andrea Carandini


Mast

L’ultimo della classe. Archeologia di un borghese critico (Rizzoli), Andrea Carandini

Imparare a Scavarsi dentro, setacciarsi

“Scava dentro”
Andrea Carandini – Vito Mancuso

Lei apre la sua autobiografia con una citazione da Marco Aurelio che esorta a «scavare dentro». E recentemente ha scritto un libro su Antonino Pio e Marco Aurelio. Vede nell’imperatore filosofo un padre spirituale?

Marco Aurelio è stato il pensatore più grande della romanità, assieme ad Epitteto: il primo un imperatore, il secondo uno schiavo, poi liberato. Fa riflettere…

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Nell’autobiografia lei ricorre sovente al principio dell’«antinomia ben temperata» (a cui ha dedicato anche un recente libro) come guida alla vita saggia. In questa prospettiva, la rivalità tra archeologi può essere considerato uno sprone?

Senza lotta non sarei stato quello che sono stato. Crea la tensione giusta. Devo quindi anche ringraziare Filippo Coarelli, mio compagno di università e ora mio ostinato avversario. Avrei adorato essere amico suo, lo vorrei anche adesso, ma c’è anche una prevenzione sociale, lui non mi ha mai perdonato la dimensione di privilegio nel quale ho mosso i primi passi. A volte il pregiudizio è in senso contrario…

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Antinomia ben temprata

Antinomia ben temprata

Antinomia ben temprata

Quale rapporto ha con la meraviglia?

Un rapporto perenne. Io sono spaventosamente curioso, la curiosità è la mia ossessione, mi metterei anche a indagare sulla mia morte. Pensi che bello sarebbe capire il trapasso! La curiosità in me è fondante, è pulsione indagatrice che nasce dal corpo, quindi dalla materia, e giunge alla conoscenza. A un incontro recente con una giovane archeologa sulla Villa di Pompeo ad Albano, ad esempio, ho provato l’entusiasmo del mio primo scavo.

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Autografo 12 Ottobre 2021


Utero Artificiale, Ectogenesi


Ectogenesi

«L’utero artificiale e la clonazione schiuderanno prospettive vertiginose in cui ciascuno potrà decidere autonomamente di riprodursi e un giorno si arriverà forse all’ermafroditismo universale».

Ovvio che sarà così, al di sopra di ogni visione complottista o di ogni pseudo fanatico di realtà distopica, senza fronzoli o etichettatura…semplicemente #scienza e #futuro senza limiti di credo….

«I feti venivano coltivati in bottiglia e ci si garantiva massima uniformità umana usando ovuli estratti da un numero limitato di madri»: così Aldous Huxley, nel suo Ritorno al mondo nuovo ha descritto profeticamente una prospettiva futurista che è già divenuta realtà.

Link

Il punto di arrivo non è creare uteri artificiali per salvare i bimbi nati prematuri, ma far nascere le prossime generazioni tramite l’ectogenesi, scollando di fatto la riproduzione e la nascita dal ventre materno.

https://www.huffingtonpost.it/entry/utero-artificiale_it_5d9c99f4e4b099389806dcda

«La riproduzione diventerà compito delle macchine, mentre la clonazione e le cellule staminali permetteranno a genitori-clienti di coltivare organi a volontà per sostituire i più difettosi. Un bambino potrà essere portato in grembo da una generazione precedente della stessa famiglia o da un donatore qualsiasi, e i figli di due coppie lesbiche nati da uno stesso donatore potranno sposarsi, dando vita a una famiglia con sole nonne e senza nonni. Molto più in là, i bambini potranno essere concepiti, portati in grembo e fatti nascere da matrici esterne, animali o artificiali, con grande vantaggio per tutti: degli uomini poiché potranno riprodursi senza affidare la nascita dei propri discendenti a rappresentanti dell’altro sesso; delle donne poiché si sbarazzeranno dei gravi del parto»[1].

Festival Pandora 2021 _ La Nuova Frontiera – Incontri


Un patto per la conoscenza e i saperi

Incontri Pandora Rivista

Istruzione, Formazione e Sviluppo

Patrizio Bianchi, Stefano Bonaccini, Sonia Bonfiglioli, Francesco Ubertini

Stringere patti è indispensabile, oggi si gioca solo in squadra

Ubertini

Dovere delle Università, Open & Engaged

Non avere paura del cambiamento. Complementarietà

Bianchi

Rivedere i nostri saperi, in modo fluido. L’impresa non si ferma al Conto Economico

Bonfiglioli

Investire sul capitale umano

Bonaccini

L’energia del mondo

Sostenibilità, Transazione Energetica, Scenari Internazionali

Romano Prodi, Ministro Giovannini, Valeria Tertini

Sostenibilità Ecologica


Vito Mancuso _ Pandora Rivista 2021 _ Jaspers


Pandora Rivista – Festival

La condizione spirituale del nostro tempo

Il compito del pensiero è quello di guardare la condizione dell’Io invisibile

La condizione spirituale del nostro tempo

Vito Mancuso appuntamenti

...Quello che è necessario ora, dopo un periodo di decostruzione è essere chiari, la chiarezza è prima di tutto, chiarezza nel linguaggio…


  • L’isola dei morti di Arnold Boecklin
    L’isola dei morti di Arnold Boecklin prima versione (di 5)1883 “Chi guarda questo quadro deve aver timore di disturbare il solenne silenzio con una parola espressa ad alta voce” L’interpretazione,il viaggio, il simbolismo Collegamenti: http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/08/22/emil-cioran-pensieri-e-arnold-bocklin-l’isola-dei-morti-pronto/… Altro
  • Leggerezza
    Oggi mi sento leggera, sono appagata da questo freddo intenso, ho fatto acquisti che mi hanno soddisfatta e “sottolineano” il mio “carattere”, riesco quindi ad essere meno provocatrice del solito;(oppure pesante). Solitamente per mè l’inizio… Altro
  • Territorialità
    Conservare il futuro attraverso la Territorialità
  • Errori ed Orrori
    Come è possibile che una parola di 9 lettere venga scambiata per una di 10? Come è possibile che ci sia tanta superficialità e cosi poca professionalità? Come è possibile che accada in ambito medico?… Altro
  • Tin Tin
    10 Gennaio 1929Un OMAGGIO A TIN TINTintin e il suo terrier domestico Snowy, nacquero nel 1929 quando ad Hergé fu chiesto di creare un supplemento per ragazzi del quotidiano, Le Petit VingtièmeHergè inventò: lo stile… Altro

Storia – Vito Mancuso, A proposito del senso della Vita


Custodire il nostro vuoto interiore

Vito Mancuso


L’ideale


Pensi che l’ideale esista?

Cos’è l’ideale?

Idea _ La figura che la mente si fa di una cosa esteriore o interiore

Cos’è l’ideale?

Pensare ad una cosa non vuol dire averne un’idea